Un nuovo regime porta un nuovo approccio al Draft dei Cowboys, sarà quello vincente ?

Non sarà sfuggito ai più attenti che la vera differenza tra questo draft e quelli del “regime” passato è il diverso approccio da parte di un coaching staff che ha deciso di mettere da parte l’aspetto “morale” di questi giovani giocatori. Con Garrett si parlava di “leaders of men” di “right kind of guy” e “team captains”, McCarthy e Dan Quinn hanno invece cercato e scelto giocatori che innanzitutto potessero essere dei fit per la loro idea di football, a prescindere dai rischi di red flag e caratteri irrequieti. Che la loro idea di football sia quella vincente è ovviamente ancora tutto da stabilire, ma il piano è chiaro, non si drafta per compiacere “l’industria”, ma per mettere in campo una squadra (in questo caso una difesa) in grado di crescere grazie ai talenti scelti.

Una scelta che non prescinde da una condizione economica che impone di cercare qualità a basso prezzo e questo progetto è realizzabile solo draftando un numero elevato di prospetti e farli rendere al massimo con il loro contratto da rookie, specialmente quelli pescati nei giorni 2 e 3 del draft dove i contratti sono relativamente economici. Serviva quindi non lasciarsi tentare dalla possibilità di impacchettare un certo numero di scelte per muoversi all’interno del draft e andare a prendere un giocatore, ma di fidarsi della propria board e attendere che fosse il draft a portare i giocatori ai Cowboys in modo da poter portare al camp più corpi e talento possibile da valutare per capire chi davvero è “giusto” per l’idea di football del coaching staff.

Non è certo la pazienza la caratteristica che più entusiasma i tifosi, e vedere i propri beniamini andare via uno dopo l’altro senza che Dallas facesse un tentativo di salire per andarli a prendere ha sicuramente frustrato i più. Ma a Dallas nessuno è apparso demoralizzato quando le due migliori Safety rimaste sono sparite una dopo l’altra esattamente come avevano fatto i CB al primo giorno, e senza fare una piega hanno chiamato il nome del CB da Kentucky Kelvin Joseph. Le Safety erano più alte sulla board dei Cowboys ? Non lo sapremo mai, ma mi piace speculare sul fatto che, per la loro idea di football, la priorità numero uno fosse il CB e lo avrebbero scelto a prescindere dalle scelte precedenti alla loro.

Di certo se il progetto Joseph non andrà a buon fine le critiche saranno feroci, penso che questo Draft alla fine tra qualche anno sarà valutato in base a come andrà questa scelta. Un nuovo approccio di cui forse c’era bisogno, con Parsons e Joseph i Cowboys hanno preso due potenziali playmakers, ignorando però quelli che erano i rischi “comportamentali”. Se le cose andranno bene il profitto sarà altissimo, ma è certo che questo nuovo approccio innervosisce una tifoseria già pronta a lanciare la croce addosso al “nuovo corso”. Vedremo se i Cowboys saranno in grado di far funzionare le cose.

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