True Blue Board – Episodio Conclusivo

Nel week end sono cominciati i workout dei rookies a “The Star”, e so perfettamente quanto tutti voi bramiate sapere come si sono comportati, chi è sembrato il più in forma o chi ha fatto la migliore impressione. La verità è che se mi mettessi a fare un articolo provando a pontificare sulla base di allenamenti svolti contro l’aria, sarei davvero disonesto e decisamente non mi sentirei a mio agio. Certo ci arriveremo, con gli OTA’s le cose cominceranno a farsi un po’ più interessanti e, siccome per larga parte non avremo accesso a filmati o video, andremo a spulciare la rete per appagare la nostra smania e la nostra curiosità, ma per ora concludiamo con questo articolo il percorso legato al Draft.

Un percorso che ci ha impegnato per mesi, e per mesi ha impegnato i nostri tre esperti che ci hanno fornito, schede, scouting e impressioni personali su moltissimi prospetti, diversi dei quali sono poi in effetti finiti ai Cowboys. Rendendo quindi atto a Luca Domenighini, Gabriele Balzarotti e Francesco Fele dello straordinario lavoro svolto, arriviamo alla fine della nostra strada insieme (almeno per quest’anno) con un episodio conclusivo e riassuntivo delle scelte effettuate dai Cowboys, viste attraverso gli occhi dei nostri esperti.

Allora ragazzi è stata una lunga strada che ci ha portato alla tre giorni di Philadelphia, ed ora siamo qui a riassumere dal vostro punto di vista il lavoro svolto dai Cowboys. Intanto in generale come giudicate il Draft di JJ e soci ?

Luca Domenighini: A me il Draft di Dallas è piaciuto tanto. Per la contentezza dei tifosi, sono andati a coprire i need del team, andando a rinforzare la DL ed il reparto dei DB. Non so se a Dallas abbiano provato a muoversi dalla 28, però rimanendo sorniona, diciamo che gli è andata bene. Questo deriva dal fatto che c’è stata una grande corsa per i giocatori offensivi nella prima metà del Draft, soprattutto con i 2 RB, 3 WR e 3 QB in top10, aspetto che ha lasciato scendere discreto talento difensivo.

Gabriele Balzarotti: Abbiamo tanto parlato di giocatori, di fit, di need e di situazioni varie nei mesi scorsi, ma ora, dopo il weekend di Philadelphia che ha ospitato il Draft, è giunto il tempo del campo. Solo da settembre in poi potremo vedere se le decisioni dei front office sono state corrette. Quello che noi possiamo fare è provare ad analizzare i movimenti della franchigia di Jerry Jones, e per come la vedo io, il Draft dei Cowboys è stato molto solido.

Francesco Fele: Dopo una stagione 2016 conclusa prematuramente ai playoff a causa fondamentalmente dell’inesperienza dei giocatori (e a causa di un Rodgers in versione MVP), i Cowboys si presentano ai nastri di partenza di questo 2017 forti di un Draft molto solido. Cosi come molte squadre, Dallas non aveva buchi enormi da coprire ma doveva colmare alcune need, soprattutto in difesa, per sistemare quella che è la pass rush e la secondaria, e credo che abbia scelto molto bene.

Cominciamo allora ad analizzare le varie scelte cominciando dalla 28 dove i Cowboys hanno pescato il DE da Michigan Taco Charlton

Luca: La pick di Charlton è sulla carta ottima, forse possiede la migliore spin move del Draft, non sto qua a ripete cosa penso su di lui. Marinelli potrebbe trovare nel “Supremo” un pass rusher dominante che a Dallas manca dall’era Ware-Spencer.

Gabriele: Taco Chartlon alla 28 è un buon innesto, perché ha tantissimo potenziale e, allo stesso tempo, può incidere da subito sul gioco contro i passaggi di Dallas. Nelle mani di Rod Marinelli potrebbe diventare un eccezionale cacciatore di quarterback da 10 sack a stagione. Forse i Cowboys avrebbero preferito Takkarist McKinley, ma non vedo una grande differenza tra il livello di partenza dei due e solo il loro impegno in allenamento ci dirà chi tra Cowboys e Falcons ha scelto meglio.

Francesco: Taco Charlton da Michigan rappresenta uno dei migliori prospetti tra i DE di questa classe. Mix esplosivo di size e agilità, è un difensore fulmineo allo snap ed è dotato di una grande forza nelle braccia. Durante la carriera collegiale ha affinato le sue “pass-rush move”, esibendo un efficace spin move, e riesce grazie a questi “skill movement” ad aggirare i Tackle ed i TE avversari. Proprio quello che serviva alla difesa di Marinelli.

Al secondo giro un altro giocatore che avevate nominato come possibile fit per i Cowboys, il CB da Colorado Chidobie Awuzie

Gabriele: Chodibe Awuzie era uno dei miei giocatori preferiti nel secondo round e ritengo sia un elemento in grado di giocare immediatamente, vista la sua versatilità ed esperienza, in vari ruoli della secondaria.

Francesco: Chidobe Awuzie, CB da Colorado è infatti uno dei DB di cui avevamo parlato in sede di pre Draft. Dopo la perdita di Claiborne e Carr (oltre alle Safety Church e Wilcox) era imperativo sistemare il reparto arretrato, ed Awuzie rappresenta quel tipo di giocatore capace di coprire entrambi gli spot. Nonostante infatti non sia stato un CB produttivo dal punto di vista degli intercetti, è un giocatore molto aggressivo che gioca molto vicino alla linea di scrimmage ed è molto intelligente. In una Division piena di ricevitori fortissimi Dallas aveva bisogno proprio di un player del genere capace di impattare da subito in campo.

Luca: Chido è un’altra grande pick, sono veramente contento per il ragazzo, e con lui Dallas trova un bel coltellino svizzero in difesa. Può fare l’outside CB, lo slot, la Strong Safety, può giocare a zona ed a uomo, alla fine è un giocatore con le caratteristiche simile a “Honey Badger” Mathieu. E’ una gran bella pick.

Al terzo giro un altro CB, Jourdan Lewis da Michigan

Francesco: Anche lui trattato nelle nostra “True Blue Board” si tratta di un CB più puro rispetto ad Awuzie, ed è un prospetto con ottime ball skills, sa sempre dove andrà il pallone lanciato dal QB e quindi come agire di conseguenza. Giocatore ottimo soprattutto in man coverage, riesce a studiare la posizione del ricevitore prima del lancio in modo da seguire il suo target senza mai andare a vuoto ed è molto utile anche contro le corse. A Michigan ha giocato sia nello slot sia come esterno ma è proprio nello slot che ha dato prova delle sue capacita in copertura.

Luca: Lewis è un giocatore che era in odore di primo giro prima dei problemi di possibile violenza domestica ai danni della fidanzata, o dell’ex, non ricordo con esattezza. Lui e Chido potrebbero formare il futuro dei Cowboys ma prima dovrà risolvere i problemi fuori dal campo.

Gabriele: Anche Jourdan Lewis di Michigan è un’ottima pescata, perché come il suo collega è abile in varie aree della difesa e può crescere moltissimo nei prossimi anni. Entrambi questi cornerback portano in Texas la capacità di marcare a uomo, qualità fondamentale in una divisione nella quale i Giants schierano un fior fior di attacco.

Il quarto giro ha visto una scelta un po’ contrastata, quella del WR da UNC Ryan Switzer, so che anche voi siete un po’ divisi sull’opportunità di scegliere questo giocatore…

Luca: Switzer è l’unica scelta che non mi ha convinto, però da Wes Welker in poi, questi tipi di giocatori piacciono e vengono presi sempre più spesso, però avrei agito diversamente soprattutto con Butt e Watkins ancora sulla board.

Gabriele: E infatti, a differenza di Luca, Ryan Switzer da North Carolina mi piace moltissimo. Spesso si sottovaluta quanto un buon special team possa fare la differenza nell’arco di una partita. Aggiungere un ritornatore elettrizzante può cambiare parecchi drive offensivi e, nello scacchiere offensivo di Dallas, iniziare il drive una ventina di yard in avanti, può essere di immensa importanza visto l’arsenale a disposizione di Dak Prescott.

Francesco: Con la quarta pick i Cowboys hanno pensato di arricchire l’attacco con uno degli slot receiver più interessanti, secondo il mio punto di vista, Ryan Switzer. A dire la verità lo spot di slot WR era ampiamente coperto da Beasley, ma un giocatore come Switzer (simile all’ex SMU e prospetto alla Edelman per farla breve) è un ottimo innesto per le rotazioni. L’ex Tar Heel infatti può contribuire da subito alla causa non solo come ricevitore ma anche come returner, vista la sua pericolosità proprio in questo tipo di azioni.

Non possedendo un quinto giro i Cowboys hanno dovuto pazientare per fare la loro scelta successiva, ma hanno visto abbastanza talento nella Safety Xavier Woods, per fare una trade con i Jets per salire a prenderlo all’inizio del sesto giro. Sesto giro che ha visto anche la scelta di un altro CB: Marquize White da Texas

Gabriele: Due defensive back che, sicuramente, allungheranno le rotazioni. In NFL non si hanno mai abbastanza cornerback e avere ampie rotazioni non può che giovare ai Cowboys.

Francesco: Jones ha pensato di portare una Safety pura a Dallas, e si sino assicurati le prestazioni del prodotto di Louisiana Tech Xavier Woods. Con questa pick Dallas ha completato dunque i need più impellenti in difesa; naturalmente Woods non è un giocatore fatto e finito ma ha quelle caratteristiche che mancano alla secondaria di Dallas, cioè ha fiuto per la palla, ma soprattutto riesce a creare turnover in ogni situazione. Marquize White è un giocatore che fornisce ulteriore depth al reparto.

Luca: Xavier Woods è una Safety molto intrigante che secondo me si sposa molto bene con lo schema di Marinelli. Marquez White è un CB grezzo ma con buoni margini di crescita, non mi aspetto un impatto immediato, se allenato bene in un paio di anni potrebbe uscire discretamente.

Ancora tre pick per i Cowboys al settimo giro, due DT e il WR Noah Brown

Luca: Ivey a me pare un giocatore fatto e finito per i terzi down, come penetratore interno potrebbe costruirsi una carriera, è un giocatore distruttivo, però sulle corse siamo a livelli basici, dovrà svilupparsi e molto. Noah Brown al 7° è una bella pick, famoso per quella catch spettacolare contro Oklahoma, però ha ottimo potenziale e potrebbe trasformarsi in un WR#2 ottimo un giorno. Jordan Carrell mi pare una mossa alla Ivey, Marinelli continua ad inserire pass rusher interni, cosa che magari è mancata l’anno scorso.

Francesco: Tutti questi prospetti naturalmente sono più che altro esperimenti che, sotto la guida di Marinelli e Linehan, devono dimostrare di meritarsi un posto in squadra; sono tutti comunque giocatori interessanti che, se si integrano bene, possono tornare utili.

Gabriele: Sugli ultimi tre giocatori selezionati non mi sento di esprimere un giudizio. Non li conosco e, come ottimamente scritto su True Blue qualche giorno fa, è veramente difficile prevedere il futuro di questi elementi nel roster. Sicuramente aggiungeranno competizione nelle rispettive posizioni e non è escluso che qualcuno di loro possa anche contribuire in stagione regolare.

Francesco credo che tu volessi intervenire anche su un paio di giocatori firmati come UFA…

Sì, i nomi più interessanti sono quello di Dan Skipper (OL da Arkansas e uno di quei giocatori che ancora mi chiedo come sia finito UDFA visto il suo talento), e quello di Cooper Rush (QB di Central Michigan che vale la pena sviluppare in ottica futura poiché prospetto molto interessante).

E allora, prima di congedarci, tiriamo un po’ le somme finali

Luca: Come ho detto all’inizio, a me il Draft dei Cowboys è piaciuto molto, sostanzialmente tutto tranne Switzer. Magari è mancata una G od un T ed un TE tra i possibili need, ma non si può prendere tutto. Per me è un draft da A.

Gabriele: Tirando le somme ritengo che il draft dei Cowboys sia stato molto solido. Non è mai facile scegliere verso la fine del primo giro perché entrano in scena una miriade di variabili che modificano la board, ma il lavoro fatto dagli uomini di Jerry Jones è più che apprezzabile e sento di assegnare loro una bella B+ per il lavoro svolto nella tre giorni di Philadelphia

Francesco: GRADE B+

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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