True Blue Board – 12° Episodio

Oggi ho chiesto ai miei esperti di nominare, ed esaminare, alcune Safety che i Cowboys potrebbero considerare con la 60 o la 92, vedremo chi hanno scelto. Il lavoro sui giocatori difensivi continuerà comunque anche nel prossimo episodio con altri DE e altre Safety che i Cowboys potrebbero prendere in seria considerazione in una delle loro prime tre scelte all’interno della Top 100.

Josh Jones, North Carolina State: Se una squadra fosse alla ricerca di una safety in grado di marcare i giocatori più possenti, Jones da NC State dovrebbe essere la sua scelta. Giocatore che apprezzo molto per via della sua combinazione fisico-velocità, ha giocato in tante posizione della secondaria a livello collegiale e ha sempre fatto bene. Non è ovviamente un prospetto fatto e finito. Deve passare tantissimo tempo in sala video per aumentare la sua conoscenza del gioco e, soprattutto, deve migliorare nei placcaggi. Al terzo giorno è un giocatore che farà ricadere su di sé molto interesse. (Scheda di Gabriele Balzarotti)

Montae Nicholson, Michigan State: Nel grigiore generale della stagione 2016 di Michigan State si sono salvati pochi player, sopratutto in difesa, e uno di questi è proprio Montae Nicholson. Titolare fin dal primo giorno ad East Lansing, Nicholson a livello fisico è il prototipo ideale della Safety in NFL ed ha fatto vedere le sue grandi doti atletiche durante la combine. Giocatore velocissimo (4.42 il suo tempo nelle 40 yard) è perfetto sopratutto per quanto riguarda le deep balls, quando chiamato in man to man ha la capacità di riconoscere la “route” che percorrerà il WR avvantaggiandosi così per deviare il pallone o comunque per disturbare la corsa del ricevitore. Nonostante questa sua qualità in coverage non è cosi istintivo come molti suoi colleghi ed infatti quello che più preoccupa è la scarsa produzione al college per quanto riguarda intercetti e PBU. Deve migliorare nella tecnica di placcaggio, che lascia un po’ a desiderare sopratutto per quanto riguarda l’angolo del tackle ma è comunque un giocatore molto fisico che non disdegna il contatto con l’avversario. Ha iniziato in sordina la sua carriera con gli Spartans ma quando ha messo piede in campo ha migliorato a vista d’occhio; potrebbe essere un buon innesto intorno al 4 giro ed è un giocatore da inserire gradualmente nelle rotazioni ma se riesce a prendere confidenza potrebbe diventare un prospetto affidabile. (Scheda di Francesco Fele)

Tedric Thompson, Colorado: Ovviamente devo inserire il prodotto da CU. Thompson non è sicuramente l’elemento di punta della secondaria dei Buffs però è uno che potrebbe essere uno solido starter un giorno. Potrebbe essere paragonato alla S dei Broncos, Darian Stewart. Anche lui esce da una stagione strepitosa come gli altri due compagni già citati. Leader della nazione per intercetti nella stagione 2016, denotando ball skills notevoli. FS che può fare tranquillamente il “Center Fielder”, rapido, veloce nel riconoscere l’azione, range di copertura notevole. Ha ottimi istinti, anche contro le corse. E’ molto punitivo, è un gran colpitore ed è un leader in campo. Da migliorare sicuramente sono i placcaggi, la tecnica è da rivedere e non di poco. Essendo molto istintivo è pure un po’ “ingenuo”, sulle playaction si fa trovare a volte fuori posizione facendosi attirare dalla palla piuttosto che seguire il suo uomo. Per me è un po’ underrated ma è uno che potrebbe fare strada in NFL, pick da 2° giorno. (scheda di Luca Domenighini)

Desmond King, Iowa: King è un talento che, squadre attente a rafforzare la secondaria, non dovrebbero lasciarsi sfuggire. Giocatore instancabile, fisico, gran placcatore e un guerriero nato e ha un istinto sopra la media quando si tratta di andare sul pallone. Il fisico un po’ sotto-taglia non gli impedisce di essere un playmaker e un pericolo per i quarterback avversari. Soffre i ricevitori più grossi, ma è uno di quei giocatori che i defensive coordinator preferiscono avere in squadra per scombinare un po’ le carte agli attacchi. Non escludo possa strappare una chiamata alta al primo giro. (Scheda di Gabriele Balzarotti)

Nate Gerry, Nebraska: Altro giocatore che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo. Diversi prospetti han parlato di lui come uno dei giocatori più forti mai affrontati. Tra i migliori placcatori della classe, è molto completo, è un fattore sia contro le corse che contro i passaggi. Non il giocatore più atletico e fisico però sul medio corto è una sentenza in coverage e quando deve attaccare la LOS lo fa con intelligenza. Ha ottime ball skills, nella partita contro Wyoming in cui ero sugli spalti collezionò ben due intercetti. E’ una FS da Cover-2, non un Center Fielder puro sicuramente. E’ un po’ macchinoso nei movimenti secondo me quando deve giocare sul profondo e seguire l’uomo però è un giocatore interessante, ha ottime basi su cui costruire un buono starter. Dal terzo giro in poi può essere una ottima value pick. (Scheda di Luca Domenighini)

Eddie Jackson, Alabama: Se c’è un reparto in cui Nick Saban pretende una perfezione quasi assoluta questo è senza dubbio la secondaria. Il coach dei Crimson Tide (essendo stato lui stesso un DB quando giocava) ci tiene particolarmente al reparto arretrato della sua squadra (uno dei punti di forza di ‘Bama) ed ogni anno riesce a proporre dei prospetti di assoluto livello. Degli interpreti di questa stagione appena trascorsa, Eddie Jackson è stato uno di quelli che più è passato sotto traccia poichè compagno di squadra di Marlon Humphrey e Mincah Fitzpatrick (due dei migliori DB della nazione) ma il suo contributo è stato comunque fondamentale. Nonostante abbia saltato le ultime 7 partite per un infortunio, Jackson è un giocatore estremamente atletico e molto aggressivo. Ha giocato praticamente in tutti i ruoli della secondaria mostrando grandi abilità soprattutto in man coverage grazie alle ottime ball skills. Riesce infatti a legger il QB come pochi e questa sua caratteristica si nota anche a zona dove copre il campo in fretta grazie a dei cambi di direzione repentini. Non ha una velocità d’elite come molti suoi colleghi ma riesce comunque a seguire l’uomo di riferimento proprio per la sua capacità nel leggere lo schema. Riesce a fronteggiare anche i TE più grandi ed occasionalmente è stato utilizzato nello slot. In più è un eccellente returner (ha riportato in endzone numerosi punt) e ha riportato in TD alcuni intercetti. Nonostante le sue capacita di lettura del QB, ha difficoltà negli schemi di corsa come la read option ed a volte interviene quindi troppo in ritardo; a questo si aggiunge una tecnica di placcaggio molto rivedibile e sebbene sia aggressivo tende a non ragionare durante il tackle ed agire quindi troppo di istinto con il risultato che concede troppi miss tackle. Proprio per questo motivo ha bisogno di migliorare le sue skill come Safety pura, e all’inizio può essere utilizzato più come CB e come returner; infine la sua medical history va valutata attentamente. Resta comunque un giocatore interessante e può valere un terzo giro in ottica draft. (Scheda di Francesco Fele)

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