Preseason Game 3 – Cowboys 14 – Vikings 28

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L’ultima, e unica porzione di Preseason che contasse davvero qualcosa per vedere in azione gli starters per una decente quantità di tempo, si può dire sia andata bene per i Cowboys. Il punteggio finale dice 28 – 14 per i Vikings, ma sino a che gli starters sono rimasti in campo, e fatta eccezione per il solito lapsus del kick-off covering team, i Cowboys sono stati in controllo della gara sia in attacco, dove è bene ricordarlo mancavano due pro-bowlers del livello di Bryant e Martin, che in difesa, dove rientrava Sean Lee, e si è sentito specialmente sulle corse. La pass rush ha messo adeguata pressione al QB ed è arrivato il terzo sack in tre partite per il rookie Gregory, e la secondaria ne ha approfittato, con un Carr e un Claiborne piuttosto tonici con il primo a mettere a segno il primo intercetto dell’anno.

Ci sono voluti un paio di drives ad essere sinceri perché in attacco le cose prendessero una forma accettabile, ma quando tutti i meccanismi si sono oliati, si è rivisto quello a cui siamo stati abituati lo scorso anno. Romo è apparso in perfetta forma e la sua statsline lo conferma: 5/8 per 88 yds e 2 TD, un rating di 139.6 giocando un quarto e mezzo. A dire il vero Minnesota ha tolto diversi starters dopo un quarto, ma ciò non toglie nulla alla qualità della prestazione dei Cowboys. Il primo TD di Romo è stato un catch and run da 60 yds di Terence Williams, una di quelle azioni che il WR al secondo anno ci ha abituato già a vedere. Il secondo è frutto di uno dei soliti giochi di prestigio di Tony che, con una finta di correre sbilancia tutta la pass rush, e tornando sui suoi passi si ritrova molto tempo a disposizione per scegliere il ricevitore, in questo caso Whitehead, e colpirlo in end zone.

Randle è partito come starter, ma ha avuto la sfortuna di correre principalmente dietro una OL che si è dimostrata un po’ arrugginita e fuori sincrono all’inizio. McFadden è subentrato poco più avanti nella gara e in un amen ha messo a segno 37 yds in 4 portate. Poco e nulla si è visto da Dunbar. Per ora l’approccio è di un “run by committee” ma nel complesso DMC è apparso decisamente più tonico e determinato di Rande. In complesso comunque una prestazione dell’attacco lontana anni luce da quella balbettante dello scorso esordio con i 49ers, pur senza due titolari importanti e con Witten che non ha visto nemmeno un pallone lanciato nella sua direzione.

La Difesa continua ad essere l’highlight di questa preseason. Ieri si è rivisto in campo Sean Lee che a giocato WLB con Gachkar MLB e Wilber SLB. La DL è il reparto più profondo dell’intera squadra, la rotazione è selvaggia e chiunque vada in campo si esprime al massimo, davvero un piacere vederli all’opera in pass rush, e ieri finalmente anche le corse sono state molto ben limitate (mancava però Adrian Peterson, è giusto ricordarlo), con i giocatori dei Cowboys spesso nel backfield avversario. I DB sono stati autori di una buona gara, gli starters Carr e Claiborne sempre spalla a spalla con i ricevitori, con Carr una volta battuto per un buon guadagno, da un lancio perfetto di Bridgewater, ma poi riscattatosi con un bell’intercetto.
Ancora note negative dagli ST che hanno concesso un ritorno di kick-off da 107 yds per un TD di Patterson. Bene invece i ritorni con Beasley sui Punt e Dunbar sui kick, entrambi autori di discreti guadagni. Speriamo davvero che Bisaccia possa lavorare ancora sulle coperture, perché quelli in campo ieri erano i titolari e non dei tirocinanti.

Dall’entrata delle riserve in poi, la solita partita di Preseason con un Vaughan che conferma di essere assolutamente impreparato, e la Difesa in chiara difficoltà contro dei Vikings che hanno giocato in no huddle praticamente tutto il secondo tempo. Ancora un altra gara chiusa senza infortuni, anche se Romo è stato avvistato sulla sideline a curarsi un occhio, le notizie parlano di un orzaiolo che aveva già dato fastidio a Luglio e che si è ripresentato ieri. La quarta contro i Texans vedrà come al solito tutti i titolari spettatori, appuntamento quindi all’esordio con i Giants che ieri per altro hanno mostrato un Eli Manning già in “mid-season form”, con un 12/16 per 91 yds e 1 “Pick-six”.

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