Perchè la difesa di Dan Quinn sarà differente da quella di Kris Richards (nonostante il loro comune padre spirituale)

Proviamo con questo articolo e quello che seguirà ad entrare, se non in profondità, almeno a fare la conoscenza del nuovo Defensive Coordinator Dan Quinn e della sua filosofia difensiva. Vi anticipo che non entrerò in particolari tecnicismi, non ne ho le competenze e comunque se siete interessati ad approfondire gli argomenti che qui verranno trattati, il web è pieno di interessanti e dettagliati articoli al riguardo. Mi limiterò ad una infarinatura che però spero vi sia gradita ed utile anche per capire come e perché i Cowboys si sono mossi in una determinata maniera fra Draft e Free Agency.

Quinn è stato spesso descritto come un Coach pieno di energia ed entusiasmo. Dwight Freeney, uno dei miglior pass rusher della storia del gioco, che ha giocato per Quinn nel 2016, lo ha definito “unico per il modo in cui si connette con i giocatori… Voglio dire, non è che sia mai stato eccitato di partecipare ai Team Meetings nella mia carriera, ma quando arrivai ad Atlanta ne fui davvero entusiasta, Quinn ha un sacco di modi per mantenere alta la tua attenzione facendoti sentire completamente coinvolto. Fa un lavoro davvero straordinario sotto questo punto di vista”. Un’energia che non va però cnfusa con mancanza di attenzione ai particolari, ecco infatti cosa ha da dire Richard Sherman al riguardo “È molto diretto. Il suo messaggio è chiaro e conciso, e tu lo devi ascoltare. Non la tira in lungo e ogni cosa che fa è precisa e dettagliata”.

Quinn ha un curriculum che risale al 1994 quando era DL Coach a William & Mary, sino a diventare DC a Hofstra nel 2000. Passa alla NFL come defensive quality control coach sotto Steve Mariucci a SF nel 2001 che lo promuove poi DL Coach nel 2003 prima di rivestire lo stesso ruolo a Miami e ai Jets e passare a Seattle nel 2009 sotto Coach Jim Mora che perde però presto il posto, ma Pete Carroll che lo sostituisce decide che Quinn è l’uomo giusto e lo lascia lavorare. Nel 2011 viene nominato DC ai Florida Gators e fa così bene che Carroll lo richiama nel 2013 a Seattle dove per 2 anni la sua Difesa è assolutamente dominante. Gli viene concessa così la chance di essere HC ad Atlanta dal 2015 al 2020.

Quinn è uno dei discepoli di Pete Carroll, ma la sua filosofia e i suoi schemi sono ampiamente influenzati da altri coach come ad esempio Nick Saban e Bob Sutton. Sebbene i Cowboys abbiano già tentato l’emulazione della “Legion of Boom” con il discepolo di Quinn, Kris Richard (in coppia con Rod Marinelli), con Quinn hanno un Coach che gioca una Difesa di compromesso fra quella predicata dall’accoppiata Richard/Marinelli e quella dello scorso anno sotto Nolan. Quinn porta la semplicità e le coperture di Carroll accoppiandoli con la molteplicità di fronti (seppur con una serie di schemi diversi) che Nolan aveva tentato di installare lo scorso anno. Vediamo quindi di cosa si tratta.

Filosofia Generale

Tra tutte le sue influenze prevale comunque quella di Carroll quindi lo schema predominante rimane la Cover 3 con una Safety profonda (single high safety) il cosiddetto “Centerfield”, termine mutuato dal baseball per definire il giocatore che copre l’esterno centro che deve quindi avere grande occhio, velocità e raggio di azione.

Dal 2015 al 2018 questo è stato lo schema per almeno il 35% delle giocate in ogni stagione, con l’inserimento nel suo staff di Bob Sutton nel 2019 e 2020, si sono visti più concetti legati a due Safeties profonde ma si tratta solo di un calo del 5%.

In termini generali la Cover 3 prevede tre giocatori profondi (i due CB e la FS che si dividono in tre il campo), quattro nel medio corto (con la SS vicino alla linea) e quello che si dice tecnicamente il centro del campo chiuso (MOFC = middle of the field closed) con quindi i CB che seguono qualsiasi traccia profonda “portando” il ricevitore verso la FS. Si tratta per lo più di una copertura a zona che consente alla Difesa di avere un uomo in più nel box a giocare contro le corse rispetto ai blocchi dell’Attacco, cercando contestualmente di limitare ogni possibile big play sul profondo. Quinn vuole quindi, in teoria, portare più uomini possibile a bloccare le corse tenendo coperto il profondo ed evitare grossi guadagni.

Fronti

Riempire il box consente alla Difesa di avere un uomo per ogni gap dell’Attacco, in foto l’esempio

Ecco che Atlanta ha un difensore per ogni gap dell’attacco con sette uomini contro i sei bloccatori, lo scopo è quindi incanalare il corridore verso il difensore non bloccato. Questo fronte (one gap front) dove ogni difensore è responsabile di un gap, non prevede (come con Marinelli) che i giocatori attacchino e cerchino di penetrare quel gap iincessantemente, ma prevede di tenere la posizione e l’O-lineman per controllare quel gap, creando una specie di muro per evitare di dare corridoi liberi al corridore specie in cut-back. Inoltre vengono incorporati principi (two-gap principles) in cui il DE dal lato forte e il NT tentano di attirare su di loro dei raddoppi per liberare i LB che attaccano il portatore di palla. Questo modo di riempire il box è decisamente in controtendenza con quello che era richiesto ai Cowboys lo scorso anno da Nolan che aveva la media più bassa di giocatori nel box ad azione nella NFL.

Come già avrete letto Quinn non è strettamente un Coach che predica e usa esclusivamente la 4-3 (schema generalmente base in situazioni di corse) come Carroll e Richards, ma sa variare utilizzando una Nickel 4-2-5 o fronti 3-4 e la variazione detta “Bear” (seconda foto), creando così missmatches e incertezza nell’attacco avversario.

Oltre ai mixare i fronti, Quinn utilizza una grande varietà di movimenti della DL per creare confusione e indurre all’errore i bloccatori per facilitare i LB’s. In questo video un esempio di “stunt” contro le corse con il NT e il WLB che si lanciano nel gap consentendo al MLB di circumnavigare i blocchi e arrivare al corridore

Detto questo non aspettatevi una Difesa aggressiva in termini di blitz, Atlanta sotto Quinn ha blizzato nel 22% dei casi, esattamente in linea con il 22,7% dei Cowboys sotto Nolan.

Un altro interessante fronte utilizzato da Quinn prevede l’uso del LEO, dove il DE dal lato debole (Weak Side End) si allinea in piedi e molto staccato all’esterno con il solo compito di rushare il QB o comunque il portatore di palla. Credo che Gregory sarà per lo più il DE deputato a interpretare questa parte.

Coperture

A differenza dei fronti aspettiamoci delle coperture molto simili a quelle viste sotto Richards e Marinelli, come detto in precedenza, coperture con il centro del campo chiuso (MOFC) in zone Cover 1 e Cover 3. L’idea di semplificare le coperture lascia agli attacchi la possibilità di creare facilmente delle contromisure, ma alla Difesa l’opportunità di conoscere facilmente queste contromisure, ed allenarsi a comportarsi di conseguenza. In più schemi semplici consentono ai giocatori di pensare di meno e reagire più velocemente, creando meno confusione e mancanza di comunicazione (vedi Nolan 2020). Naturalmente stiamo parlando di coperture Base, aspettiamoci anche qualche comparsa di principi di Cover 2 con le due Safety profonde e il centro del campo aperto (MOFO – middle of the field open).

Considerazioni finali

Non è guardando i risultati di Atlanta che si possa trarre grande ottimismo per il lavoro difensivo di Quinn, nemmeno quando Atlanta si è giocata il titolo la sua difesa era dominante, ma il materiale a disposizione era davvero di scarsa qualità perché gli investimenti economici erano stati fatti per la quasi totalità in attacco. Per come è stata costruita la Difesa dei Cowboys, è abbastanza evidente che Quinn non ha nemmeno la metà del talento che aveva a disposizione a Seattle, ma la buona notizia è che i Cowboys, sani e al completo in Attacco, non hanno bisogno di una Difesa elite per vincere partite, semplicemente sarebbe sufficiente una Difesa mediamente competente.

Con Dak Prescott di nuovo in cabina di regia e un Attacco che al completo ha mostrato lampi di eccellenza, basterebbe una Difesa da 12°/18° posto per sperare in una stagione vincente e con Quinn al comando di un reparto rinvigorito dalla gioventù e dagli investimenti fatti specialmente al Draft, questa è più di una semplice speranza.

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