Mike McCarthy è il nuovo HC dei Dallas Cowboys. Aspetti positivi, negativi e il suo possibile “fit” nell’organizzazione (1° Parte)

L’attesa è finita, e con un modo di agire molto rispettoso per l’Uomo Garrett, i Dallas Cowboys hanno completato la transizione verso una nuova era guidata da un nuovo Coach, e per gran parte, da un nuovo Coaching Staff. Come vi è ormai arcinoto il nuovo Head Coach dei Dallas Cowboys è Mike McCarthy, il cui unico impiego precedente come HC è stato dal 2006 al 218 per i Green Bay Packers, periodo in cui h a messo insieme un record di 125-77-2 in Regular Season, 10-8 in Post Season su 9 apparizioni tra cui 4 Championships, e ha vinto 1 Super Bowl. Ci sarà lungamente tempo per approfondire il lato tattico, cerchiamo qui di incominciare ad inquadrare il McCarthy Coach con i suoi aspetti positivi e negativi, e di capire come potrebbe funzionare la sua avventura texana.

Mike McCarthy ha 56 anni ed è nato a Pittsburgh, dove ha iniziato la sua breve carriera di giocatore e la sua molto più lunga di allenatore, inizialmente come assistente non pagato, tanto da dover sbarcare il lunario riscuotendo i pedaggi sulla Pennsylvania Turnpike. Dal 93 al 98 ha militato nello staff di Marty Schottenheimer facendo di tutto, fra le altre cose lo potreste aver visto raccogliere palloni da Joe Montana nel 93 e nel 94. Si vede che la ha fatto così bene da meritarsi il ruolo di QB Coach nei due anni successivi sempre a KC lavorando con Steve Bono, Elvis Grbac e Rich Gannon. Nel 1999 approda a Green Bay dove diventa il QB Coach per Brett Favre. La situazione a GB non era favorevole con Holmgren appena partito e l’HC Ray Rhodes in chiara difficoltà, tanto che l’anno successivo Rhodes fu licenziato e McCarthy si trasferì a New Orleans come Offensive Coordinator per 5 stagioni in cui i Saints sono sempre stati nella metà alta della classifica per punti segnati, e dove ha svolto un ottimo lavoro con i giovani Aaron Brooks, Deuce McAllister e Joe Horn.

Nel 2005 lo chiama a San Francisco Mike Nolan e i 49ers quell’anno hanno la pick N°1. In gioco c’era l’eroe locale, il californiano Aaron Rodgers e Alex Smith da Utah, optarono per il secondo e ironia della sorte, nonostante questa scelta in cui sicuramente McCarthy ha avuto voce in capitolo, la maggior parte della sua carriera è stata con Rodgers piuttosto che con Smith. Scommetterei che Rodgers si è sempre tenuto a mente questa cosa… Comunque la stagione di SF andò malaccio e terminò 4-12, cosa che non fermò i Packers dal volerlo come HC a partire dal 2006.

La situazione a Green Bay era dir poco scottante, c’era infatti da gestire un Brett Favre che stava vedendo la sua carriera andare in declino, e c’era da preparare il giovane Rodgers alla successione. Favre vedeva il suo gioco peggiorare e ne dava la colpa alla mancanza di talento attorno a lui, e il suo GM in tutta risposta invece di tradarlo o draftare talento da affiancargli, aveva draftato il suo sostituto, e il nome Brett in Wisconsin era idolatrato da tutti. McCarthy dovette districarsi in questa situazione e andiamo quindi a vedere cosa di positivo e negativo c’è stato in questa lunga esperienza.

In realtà McCarthy non ci ha messo molto ad abbracciare la filosofia che ha sempre accompagnato la squadra dei Packers: conta solo vincere, come si è sempre vinto in passato e più di tutto conta uscire dal campo con la divisa sporca di fango, terra, inzuppata d’acqua o ghiacciata dalla neve. Non era esattamente power football quello di McCarthy, ma sicuramente era un football senza paura, che sfidava tutti fisicamente con una bella spolverata di lanci di Favre a completare la ricetta. E fu proprio Favre ad essere il primo beneficiario dell’arrivo di McCarthy, sotto il quale vide la sua carriera rilanciarsi e senza di lui probabilmente non ci sarebbe stato quell’ultimo fantastico triennio con Packers, Jets e Vikings. Ad ogni modo dal 2007 al 2016 le Offense dei Packers sono state straordinarie.

Nel 2007 Favre lasciò i Packers in maniera tutt’altro che amichevole e McCarthy fu straordinario nel gestire la transizione ad un nuovo, giovane e mai testato QB. Durante quel decennio GB ebbe una top 10 offense per 7 volte e, ancora più importante, arrivò per 9 volte su 10 ai Playoff. McCarthy riuscì in questa impresa dovendo gestire una squadra che ha avuto moltissimi infortuni importanti, e mai si arrese alla sfida. Per dirne una su tutte, nel 2013 Rodgers si ruppe la clavicola a Chicago (se sentendo clavicola rotta vi vengono in mente il 2010 e il 2015 dei Cowboys, ricordate bene) e dopo una partenza 5-2 si ritrovarono a Dicembre 5-6-1, e la fiducia attorno alla squadra era terminata senza il proprio QB titolare. MA è qui che un HC può trovare il modo di ispirare un’intera squadra. Fece sedere Tolzien e Wallace e firmò Matt Flynn che aprì con una vittoria contro Atlanta e venne a Dallas a battere i Cowboys di Tony Romo 38-37, dopo essere stati sotto 26-3 all’intervallo. Persero con Pittsburgh una partita tesissima 38-31, ma siccome perse anche Chicago si trovarono a potersi giocare i Playoff all’ultima partita proprio a Chicago con Rodgers pronto al rientro. Rodgers vinse quella partita con uno straordinario TD su Cobb all’ultimo quarto, ma fu la perseveranza e l’abilità di un Coach e di un back up QB a portarli a giocarsi l’ultima decisiva gara.

Fosse Rodgers nel 2013 o il Super Bowl del 2010 in cui i Packers stabilirono un record per maggior numero di giocatori in Injured Reserve, McCarthy ha saputo essere fedele e a sfruttare il “next man up” in una lega in cui è meglio essere sempre preparati a sfidare le avversità e trovare le vittorie necessarie anche con delle riserve.

Strategicamente parlando McCarthy si è guadagnato nei suoi 13 anni a GB l’etichetta di “conservativo”, ma in realtà quando si tratta di andare per il 4° down, particolarmente nei primi tre quarti di gioco, i Packers sono 4° in questa particolare statistica. Si potrebbe obiettare che sono solo 26° per conversioni di down, ma nonostante i risultati McCarthy ha continuato a valutare positivamente il rischio. Ho messo a confronto la statistica sui 4° down e 4+ yds da prendere nei primi tre quarti di gara di McCarthy e Garrett nell’arco di tempo in cui sono stati entrambi HC dal 2010 al 2018 ed ecco cosa è risultato:

RankTeamPlaysTo GoYds1st %
1GB246.310.350.00%
28DAL871537.50%

A proposito di conservativismo, un’altra statistica che ho voluto mettere a confronto tra i due è quella relativa alle corse chiamate su primo down, dal 2016 al 2018 Dallas ha corso con la palla più di ogni altro NFL Team al 58.6%. McCarthy ha corso nel 43.4% dei casi (32° nella NFL). Ora qui si potrebbe dire che i Cowboys hanno corso troppo e i Packers troppo poco, qualcuno maligna anche che Rodgers ultimamente cambiasse i giochi troppo spesso, resta il fatto che anche nel 2017, senza Rodgers per gran parte dell’anno, i Packers passavano molto spesso anche con un back up QB. E non è tutto, su situazioni di secondo e 10 i Cowboys sono 8° per numero di corse chiamate, i Packers 25°. Evidentemente Garrett e McCarthy non vedevano il football allo stesso modo in questo caso ed in altri, in cui ad esempio i Packers non sceglievano mai di ricevere il kick off a differenza di Garrett, o sui challenge dove Mc Carthy ha vinto più Challenge replay (47 su 93) di quanti ne abbia chiamati Garrett (25 su 45).

A livello di disciplina e responsabilità McCarthy arriva da una situazione in cui la squadra non ha un unico Owner e il suo GM è sempre stato molto ma molto discreto, oltre a non mettere a roster giocatori “difficili”, lasciando all’HC tutte le incombenze di gestione pubblica e privata della squadra. Dal training camp fino alla fine della stagione era McCarthy ad essere l’unico punto di riferimento per i giocatori e i giocatori lo sapevano e lo rispettavano, cosa che già sappiamo, non potrà accadere a Dallas. Per dire quanto McCarthy responsabilizzava i giocatori e quanto fosse lui ad avere l’ultima parola sul loro destino c’è l’esempio di Ty Montgomery nel 2018. Montgomery era in scadenza di contratto e voleva mettersi in mostra per guadagnarne uno, ma vedeva sempre meno snap in attacco dovendosi giocare le sue chance come ritornatore. A Los Angeles, con i Rams 29-27 all’interno degli ultimi due minuti, Montgomery ignorò la chiamata del Coach che voleva un touchback e decise di ritornare un kickoff che si trasformò in un fumble ricoperto dai Rams. Due giorni dopo Montgomery fu tradato ai Ravens per volere e richiesta di McCarthy.

Per concludere gli aspetti positivi è bene ricordare che McCarthy nella sua carriera di HC ha vinto 48 partite oltre il 50% di quelle giocate, terzo per vittorie dietro a NE e Pittsburgh e terzo anche per vittorie nei Playoff dietro NE e Seattle. E’ il Coach che ha allenato in più Campionship secondo solo a Belichick e, non dimentichiamolo, ha vinto un Super Bowl proprio in quel di Dallas. Qualcuno dice che ha vinto poco per i giocatori che ha avuto (Favre/Rodgers), ma a parte Belichick/Brady, chi ha fatto meglio ? Payton/Breese 1 Titolo, Carroll/Wilson 1 Titolo, Dungy/Manning 1 Titolo…forse è meglio pensarci due volte prima di dire, ha vinto “SOLO” un Super Bowl…

Per i positivi è tutto e mi accorgo di aver scritto molto, domani concludiamo questo lungo capitolo parlando di negativo e di come sarà il suo fit in un’organizzazione come quella dei Cowboys.

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One Comments

  1. Reply Post By luke

    Riprendendo un titolo dalla saga di Star Wars, una nuova speranza 🙂

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