La mia personale valutazione del Draft 2011

Parafrasando, anzi, prendendo in prestito una frase di una nota pubblicità, potremmo dire che “Il Draft è fatto della materia di cui sono fatti i sogni”. Chi di noi non aveva fatto il suo sogno per il Draft 2011 ? Chi sognava un CB, chi una Safety, chi addirittura un QB…come tutti i sogni anche il Draft ha un difetto, ad un certo punto bisogna svegliarsi, nei sogni succede alla fine, nei Draft all’inizio. Ci siamo ritrovati così da attivi mockers a spettatori passivi, immagino anche gente che, con il cronometro che scorreva sullo schermo, abbia provato ad alzare la cornetta del proprio telefono per vedere se dall’altra parte avrebbe risposto Jerry Jones per potergli urlare “PRENDI AMUKAMARA !!!!” Ma ora bando agli scherzi e basta temporeggiare, è ora di dare un giudizio personale sul Draft 2011.

Siamo arrivati al Draft con diverse esigenze, ma al contrario degli ultimi anni, anche con una novità molto importante, anzi due, un “nuovo” Head Coach e un nuovo Defensive Coordinator e, per una volta, non è stato Jerry Jones a guidare il carrozzone. Già, la prima cosa che balza all’occhio è l’evidenza del fatto che questo sia IL DRAFT di Garrett. 6 giocatori su 8 sono di Attacco e, ancora più importante, sono giocatori che rispondono a dei requisiti particolari, cioè quelli enunciati dallo stesso Garrett nelle interviste post-Draft: The Right Kind of Guys.

Diverse esigenze dicevamo, dal punto di vista dell’osservatore esterno avrei detto senza dubbio un OL, un CB/S, un DL, un IL e qualche altra cosuccia magari meno pressante. Vediamo invece pick per pick come sono andate le cose e come mi sento di valutarle.

Al primo giro è stata sistemata la necessità più importante, quella dell’OL scegliendo Tyron Smith. In molti avevano sperato di scendere di posizione per avere tre pick nei primi due giri, ma nessuna offerta deve aver soddisfatto Garrett e Jones che hanno alla fine scelto l’OL N°1 dell’intero lotto. Nulla da dire su questa scelta, ringiovanire la Linea d’Attacco con giocatori di qualità e talento che possano mettere in grado il QB di giocare tranquillamente e che lo possano tenere al riparo da possibili infortuni, è per me la priorità numero 1 ed è stata affrontata nella maniera migliore.

Al secondo giro è stato scelto il LB da UNC Bruce Carter (attenzione al tandem che potrebbe formarsi in mezzo “Bruce-Lee”). Carter era talento da primo giro, se non da top ten, prima dell’infortunio (a fine Novembre era N°6 nei rank della CBS). Ora il ragazzo è guarito, gli serve qualche tempo per ritornare alla forma migliore, ma prendere al secondo giro materiale da primo mi sembra un bel colpo, tanto più che pare un giocatore perfetto per lo stile difensivo di Rob Ryan, ma questo proverò a spiegarlo dopo.

Il terzo giro è quello senza dubbio che ha lasciato più bocche spalancate, vuoi per incredulità, vuoi per rovesciare improperi e insulti. Viene infatti scelto DeMarco Murray, RB da Oklahoma. Evidentemente tutti ci saremmo aspettati un altro giocatore difensivo, ma qui entra in ballo la nuova filosofia e il nuovo punto di vista con cui è stato affrontato questo Draft. A questo punto risulta evidente che Jason Garrett ha già preso un paio di decisioni importanti: 1) Marion Barber ha terminato la sua carriera ai Cowboys 2) Tashard Choice la terminerà non appena sarà possibile effettuare trades. Se su Marion Barber non ho particolari rimpianti, ne ho per Choice. Ma Garrett ritiene Murray un giocatore più adatto degli altri due per alternare e completare Jones, in fondo, a Novembre era il 10mo prospetto della nazione sempre per la CBS, e a questo punto non mi sento nemmeno più di escludere che possa essere visto anche come un possibile starter per il futuro prossimo. Ha inoltre una caratteristica che accontenta anche Jerry Jones, Murray è un ottimo Kick-Returner. Personalmente mi piace molto il giocatore, ma non sono soddisfatto di questa scelta in questa posizione.

Al quarto giro un altro pick interessante, preso infatti David Arkin, OL da Missouri St. Arkin è il prototipo del giocatore che piace a Garrett, un serio lavoratore che aggiunge profondità alla OL ed eccelle specialmente in pass-protection. Non ho avuto modo di conoscere molto di questo giocatore, ma la necessità nel ruolo, la versatilità del giocatore che può giocare diverse posizioni della OL, e la solida tradizione di pick da Università minori mi fanno propendere per un giudizio positivo.

Al quinto giro viene finalmente preso un CB, certo non il giocatore che balza subito all’occhio e che tutti avrebbero desiderato, ma qui mi voglio prendere una grande responsabilità, uno che diventerà uno starter nella NFL. Josh Thomas da Buffalo è di taglia non eccelsa, ma dotato di velocità, fluidità e di un cambio di direzione strepitoso. A Buffalo si gioca molta zona, ma sono certo che con il lavoro giusto Thomas sarà un ottimo CB anche in copertura a uomo. Oltre ad essere un ottimo Special Teams player. Ho già letto battute ironiche sulla sua altezza, ma sono certo che qualcuno se le dovrà rimangiare dopo aver visto all’opera questo altro “hard worker” portato alla corte di Rob Ryan.

Al sesto giro si torna all’attacco e, pur non essendo la posizione di WR una necessità primaria, viene scelto Dwayne Harris da East Carolina. Harris è il classico slot receiver che mancava all’arsenale di Garrett. Non è velocissimo (4.55) ma dotato di rapidità, ottime mani e grande abilità di corsa dopo la ricezione. Ah….è anche un ottimo ritornatore, caratteristica comune da riscontrare in questo Draft, ciò significa che la salute di Dez Bryant non sarà messa più a repentaglio nei ritorni. Deve lavorare specie sulle tracce medie, ma lo ritengo un giocatore importante nell’economia del gioco di Garrett.

Al settimo giro si chiude in attacco con un FB, Shaun Chapas da Georgia e il C da Wisconsin Bill Nagy. Torna Phillips, abbiamo Gronkowski, ma se Garrett ha deciso di investire una scelta in un ruolo così scarsamente considerato dovrà aver avuto i suoi motivi. Avrà rivisto il blocco mancato da Gronkowski che è costato la stagione a Romo, o forse i fallimenti in serie sullo short yardage dello scorso anno lo hanno convinto di aver bisogno di un bloccatore che apra la strada in queste situazioni, e se lo abbiamo trovato ne sono molto soddisfatto. Nagy era titolare a Wisconsin prima di infortunarsi ed aggiunge un altro pezzo futuribile utile a svecchiare senza urgenza particolare la OL.

Possiamo concludere quindi che è stato un Draft anomalo rispetto a come ce lo saremmo aspettato, la Difesa è stata ignorata per larga parte e sarà quindi con ogni probabilità sistemata via Free Agency. Mi sembra che i Cowboys siano andati seguendo una precisa filosofia e si sono affidati alla loro Board cercando di prendere la maggior qualità possibile al momento della scelta, senza prendere in grande considerazione i bisogni oggettivi della Squadra se non quelli di completare l’attacco di Garrett (che è bene non dimenticarlo, è anche Offensive Coordinator) mettendo in faretra anche le armi che mancavano o di cui era carente il suo arsenale. Probabilmente anche la mancanza di vero talento nel ruolo di Safety ha influenzato alcune scelte e si è preferito aumentare altre potenzialità piuttosto che accontentarsi di qualche tappabuchi. Ovviamente il giudizio vero su questo Draft, come in generale avviene, lo potremo dare solo fra 2 o 3 anni, il mio al momento è un bel B per il modo di dare i voti degli americani, o un bell’8 all’europea. Abbiamo aggiunto giocatori su cui si dovrà lavorare, ma che hanno la cultura del lavoro tra le loro peculiarità, e quindi avranno tutte le possibilità per avere successo e diventare ottimi giocatori in questa Lega. Come leggevo da qualche altra parte, tutti vorremmo un Draft di superstar con cui vincere da subito, ma la netta sensazione di avere un obiettivo, un progetto e le idee chiare su come conseguirlo mi fa stare tranquillo per il futuro prossimo e mi fa valutare più che positivamente questo Draft. A voi la parola.

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