Facce nuove, vecchie abitudini. Questo attacco è stato troppo prudente troppo a lungo ormai

Non è un mestiere semplice fare il Coordinatore nella NFL, meno ancora lo è se lo fai in una delle squadre maggiormente sotto i riflettori dell’intera nazione, in un attacco che non ha mantenuto le promesse sulla carta e tu sei stato chiamato per apportare ogni possibile miglioria. Per questo è difficile voler buttare la croce addosso a Kellen Moore, ma dopo che il bravo scolaro ha iniziato l’anno portando a casa tutti 10 facendo sembrare questo difficile compito come una passeggiata di salute, è altrettanto difficile, se non impossibile, tornare a digerire quei rospi che ormai mandavamo giù senza nemmeno il bisogno di un Alka Seltzer. Ma la NFL è questa, se sei particolarmente bravo in qualcosa, è solo questione di tempo che qualcuno trovi le contromisure giuste per metterti in imbarazzo.

Provando a cercare le motivazioni di una sconfitta in una partita come quella di domenica, che i Cowboys avrebbero dovuto vincere, non si può non partire dalle assenze. Fa tanto macho dire che la NFL è questa e che gli infortuni succedono, ma partire senza due top Tackles, il tuo slot receiver titolare e perdere il tuo WR1 nel primo drive, non è affatto banale, e chi li sostituisce non può essere nemmeno lontanamente allo stesso livello. Presentarsi quindi in trasferta senza 4 titolari, in una partita in cui non vuoi permetterti errori, induce sicuramente ad impostare un piano più cauto e ad accantonare un po’ i tuoi progetti da Training Camp.

In più giochi contro un DC come Gregg Williams, il che significa che il tuo QB sarà costantemente messo sotto pressione e una delle tue preoccupazioni deve essere quella di fargli finire la partita senza infortuni gravi. I Cowboys hanno subito 12 blitz nella prima partita di campionato contro i Giants, poi solo 19 nelle successive 4, per vederne ben 17 nella serata contro i Jets. Questo, accoppiato alle assenze, può rendere la serata del tuo attacco sicuramente difficile.

D’altra parte sia Moore che Garrett sapevano cosa li aspettava e sicuramente, dopo la partita con GB, la priorità era non commettere errori e non perdere palloni, insomma non auto-punirsi evitando anche di far prendere troppe botte a Prescott. Probabilmente hanno pensato che era meglio affidarsi ai migliori giocatori rimasti piuttosto che alle riserve, modificando così quello che sarebbe potuto essere un “normale” piano di gara virando decisamente sul “ground and pund”. Avremmo voluto vedere un Moore “irrispettoso” di questi NY Jets 0-4 aprire il suo playbook utilizzandolo per intero, e invece abbiamo visto correre regolarmente sui primi downs e correre ripetutamente contro box pieni di difensori.

Prima di Domenica i Cowboys, nei primi tre quarti, hanno chiamato corsa al primo down nel 53.4% dei casi. Domenica nei primi tre quarti, su 20 primi down, hanno corso nel 70% dei casi. Questo per via degli infortuni e perché giocavano in trasferta ? Per me sì. Nel 2019 in casa i Cowboys corrono più o meno al 50%, fuori casa il 62%. Il 70% di domenica non è quindi in media molto diverso dalla partita di New Orleans. In altre parole i Cowboys in trasferta giocano in maniera molto più conservativa, cercando di evitare rischi, blitz, colpi al QB o stupidi errori causati dall’ambiente esterno. Abbiamo due squadre diverse tra casa e trasferta e questa è una caratteristica ormai consolidata del conservatorismo tipico della gestione Garrett.

Per concludere, voglio provare a dimostrarvelo con i 15 giochi di Domenica dei Cowboys in red zone. Uno dei task principali di Moore era quello di migliorare il terribile 48% di realizzazione in red zone del 2018, e provare a portarlo almeno alla media NFL del 60%. Un 12% che fa tutta la differenza del mondo quando perdi di 2 punti. Il miglioramento delle prime tre weeks è stato incredibile, segnando TD nell’82% dei casi. Weeks 4-6 con due trasferte ha visto ridursi drammaticamente la percentuale al 44%. Questi i 15 giochi in red zone contro i Jets.

15 snap 12 giochi di corsa (80%) contro un box sempre pieno, un po’ come continuare a sbattere la testa contro un muro. Certo ti mancano diversi giocatori, certo hai Elliott e gli devi dare il pallone, ma prova ad essere più imprevedibile se vuoi che anche Elliott abbia successo ! E invece no, fallimento dopo fallimento siamo ricascati nelle vecchie abitudini, specialmente in trasferta. Per quanto dovremo essere ancora ostaggio del pavido e testardo Garrett ?

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