Darren Woodson #28 (1992 – 2004)

“Si è sicuramente guadagnato il mio rispetto. Ce l’aveva prima che arrivassi qui, avendolo visto giocare, ma ora che lo conosco, credo che sia una di quelle persone di cui non si può che pensare tutto il bene possibile. E’ una di quelle persone che rende questa professione un qualcosa di davvero desiderabile. Darren è l’epitome di un professionista” – Bill Parcell

Il prossimo 1 Novembre all’AT&T Stadium, durante la partita contro Seattle, avrà luogo la cerimonia ufficiale che aggiungerà un ulteriore nome al Ring of Honor dei Dallas Cowboys.

Infatti, Darren Woodson, Strong Safety e leading tackler dei ‘Boys dal 1992 al 2004, sarà il 21mo componente di questo Club d’Elite che racchiude la storia dell’America’s Team (19 Players, 1 Head Coach, 1 Presidente e General Manager).

Woodson ha passato tutta la sua carriera con i Cowboys dopo essere stato scelto al secondo giro del draft del ‘92 dall’Università di Arizona State dove aveva giocato come linebacker. Fu Dave Campo, allenatore della secondaria di Dallas, che lo spostò come Strong Safety. Considerato sottotaglia per giocare nel ruolo di linebacker, Campo riconobbe in lui doti di grande colpitore e le necessarie doti atletiche per giocare in copertura. Fu così spostato nel ruolo che lo vide infine protagonista diventando un modello per giocatori attuali come Kam Chancellor dei Seahawks.

“Darren è il più grande giocatore di squadra che abbia mai allenato nella mia carriera, a qualsiasi livello. La migliore persona con cui mi sia mai relazionato e uno straordinario giocatore di football. Deve entrare nel Ring of Honor e nella Hall of Fame, non ci sono dubbi. Non ho abbastanza superlativi da usare per Darren Woodson” – Jeff Campo

Trascorse il suo anno da Rookie in panchina e il suo utilizzo fu limitato solo alle situazioni di Nickel Defense e negli Special Team. La stagione successiva (1993), grazie alla partenza di James Washington, divenne titolare stabilendo il record del Team per placcaggi da parte di un defensive back (155).

“Crescendo, i Cowboys erano spesso in tv, perciò tutti conoscevano quei giocatori e la storia di quella squadra. Quando scendevo in campo,m avevo sempre ben fissa in mente l’idea di essere parte di qualcosa di speciale, una tradizione, una storia. Quando indossi quell’uniforme, stai rappresentando anche chi l’ha indossata prima di te, uomini come Randy White o Bob Lilly. Persino quei giocatori arrivati nei draft precedenti al mio come Troy, Emmitt e Michael, anche loro volevo onorare come giocatori di football. Volevo assolutamente dare tutto me stesso sul campo per la Squadra” – Darren Woodson

Possedeva le doti di colpitore di una Strong Safety e le abilità in copertura da Free Safety. La sua abilità sulle marcature dei receiver interni portò grandi vantaggi a quella difesa. Infatti questa sua propensione, permetteva il suo utilizzo nei terzi down in una marcatura in cui solitamente veniva utilizzato un cornerback. In questo modo, schierato vicino alla linea di scrimmage dava la possibilità alla sua squadra di usarlo per fermare le corse o per mettere pressione sul quarterback.

Presto divenne una delle migliori Safeties della NFL, essendo stato selezionato per ben 5 volte al Pro Bowl. Appartiene anche al ristretto club di Cowboys che vinsero i tre anelli negli anni 90, e lo fece nei suoi primi 4 anni di carriera.

“Si diciamo che sono stato un po’ viziato, ma era quello che ci si aspettava. Quando arrivi qui come rookie a giocare per Jimmy Johnson, le aspettative sono quelle. Lui si aspettava che andassimo in campo per vincere, che quella diventasse la nostra mentalità sempre. Non credo di averla mai persa, ma non avevamo talento sufficiente per vincere ancora negli ultimi anni della mia carriera. Dopo aver vinto il terzo Super Bowl con Barry Switzer, pensavo ne avessimo potuto vincere almeno un altro, ma non accadde” – Darren Woodson

La rivista Sports Illustrated lo descrisse come uno dei più brutali colpitori della NFL. Nel 2002 superò il record di squadra di placcaggi in carriera, ma la sua performance passò in sordina perché, durante la stessa partita (quella contro Seattle), Emmitt Smith stabilì il record NFL per le yard corse in carriera.

Dopo l’induzione nel Ring of Honor, ci aspettiamo che anche per lui si spalanchino le porte della Hall Of Fame di Canton. Anche se non ha avuto una carriera lunga come Rod Woodson (Steelers), o realizzato un gran numero di intercetti come Ronnie Lott (49ers) o Aeneas Williams (Cardinals), certamente la sua classe gli permise di mantenere standard elevati di gioco per tutti i 12 anni della sua carriera.

Quando si ritirò nel 2004, dopo un grave problema di ernia al disco, era rimasto l’ultimo giocatore attivo della Squadra dei tre Titoli NFL vinti in 4 anni.

“Per 13 anni è stato tutto quello che si può chiedere, modesto, affidabile, sicuro, un giocatore che per primo pensava alla squadra, un vero team leader. E’ un esempio vivente del fatto che il carattere conta” – Jimmy Jones

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