Cowboys 9 – Patriots 13 – Non può essere Garrett per sempre

“Se solo questa pioggia si portasse via Garrett…” questo pensiero deve essere balenato in molti di noi ieri sera. Che dovesse piovere e tanto, si sapeva, eppure i nostri erano completamente impreparati alle condizioni climatiche. Lo sottolinea Dez Bryant in un tweet: “I Cowboys hanno i migliori giocatori, ma i Patriots hanno il miglior coaching staff e il migliore game plan” ed è esattamente così. A fine partita è chiaro che a batterci non siano stati i Patriots, ma come al solito ci siamo battuti da soli. Gronkowski dallo studio nell’half-time lo spiega bene, parafrasando il suo discorso dice: “Vinceranno i Patriots perché qualsiasi condizione climatica ci sia fuori Belichik li fa allenare, mentre i Cowboys se piove un pochino restano a casa al calduccio” ed è la verità.

Ieri sera abbiamo fatto la figura di una squadra di viziati che non sa assolutamente cosa voglia dire giocare il football nel fango, quello vero duro dove bisogna sporcarsi per bene. Jerry Jones si mostra finalmente adeguatamente indignato con il coaching staff: “È frustrante che il dimenticare alcuni dei fondamenti del football e del coaching è ciò che ci ha battuto oggi. … Con il materiale che abbiamo a disposizione in questa squadra, non dovrei essere così frustrato”. Fatti delle domande e datti delle risposte JJ. Quindi il problema è chiaro a tutti, questo eterno altalenare tra l’eccellenza e la mediocrità ha una causa e si chiama Garrett. Ieri sera si scontravano il miglior attacco della lega, il nostro, e la miglior difesa, la loro, non hanno vinto facilmente, ma hanno vinto perché si sono concentrati sulla vera essenza di questo gioco: la strategia.

Siamo noi a partire in attacco e subito inizia quella che sarà la costante di tutta la partita: un veloce 3 e Out consegna subito la palla con il Punt agli avversari. Cosa fai quando piove in maniera copiosa su un campo da football? Corri. I Patriots lo sanno e lo fanno, subito Michel guadagna il primo down con una corsa a sinistra e poco dopo ne guadagna anche un altro con altri due tentativi. Poco dopo invece i Patriots tentano il passaggio: se il primo scivola dalle mani del ricevitore il secondo è proprio fuori misura, Punt. Tentiamo subito un passaggio in play action, ma Gallup non riceve, viene chiamata una pass interference su Jackson e veniamo graziati. Due belle corse de Zeke e uno screen sempre su di lui ci portano fino alle 32 avversarie. Una false start di Smith poco dopo ci costringe a giocare un 3°e 10. Dak tiene palla e prova a conquistare il down, ma viene fermato ben prima. Calcio dalle 46 yards: Maher prende il palo, nulla di fatto. I Patriots insistono con le corse e sono subito nella nostra metà campo, ma la nostra difesa prende le contromisure e costringe Brady a tentare il passaggio. 3°e 5: prima Quinn mette le mani sul pallone facendolo scivolare dalle mani di Brady, il QB ricopre il suo stesso fumble, ma è troppo tardi: Lawrence arriva da dietro e lo atterra per il sack. Punt. Una corsa di Zeke e uno screen su Pollard ci fanno conquistare il primo down. Poco dopo Prescott tenta di passare a Cobb, ma la palla ormai ridotta a saponetta dalla pioggia scivola dalle mani del ricevitore e solo per un miracolo non viene intercettata dalla safety avversaria. In più arriva la prima delle due penalità fantasma di tripping chiamate contro gli uomini di linea dei Cowboys, questa viene chiamata su Smith e ci penalizza di 10 yards. Screen su Zeke con poco guadagno. 3°e 19 screen su Cobb a cui scivola la palla, ma in qualche maniera riesce riacchiapparla, perdendo però il tempo necessario a sfruttare la giocata, viene quasi subito atterrato e siamo nuovamente al Punt. Qui avviene il disastro, Slater riesce a mettere una mano sul calcio di Jones e la palla carambola fino alle nostre 12 yards dove viene recuperata dai Patriots. Un regalo così i Patriots non se lo fanno certo scappare: Harry viene colpito per una bellissima ricezione in endzone, resa ancora più difficile vista la pioggia torrenziale e la buona copertura di Byron Jones, i Patriots vanno in vantaggio: 0-7.

Anche se è evidente che la palla è sempre più scivolosa e i nostri sono impreparati ad affrontare una partita sotto la pioggia torrenziale, insistiamo sui passaggi. Dak colpisce centrale Jarwin che in un primo momento riceve, ma subito colpito dagli avversari se la fa scivolare via, fortunatamente ricopre anche lui il suo stesso fumble. La successiva corsa di Zeke non porta guadagno. Siamo costretti a giocarci un 3°e 2, lo snap è alto, ma in qualche modo Dak aggancia la palla, vede Cooper e lancia una palla imprecisa che viene intercettata da Gilmore all’interno delle nostre 30 yards. I Patriots non riescono a costruire e sono costretti presto al Field Goal. 0-10.

I nostri RB vengono chiamati finalmente in causa in maniera massiccia e risultati si fanno vedere: i due ci trascinano con diverse portata fino alle 27 avversarie. Qui viene chiamato Dak ad effettuare un passaggio su Cobb, ma si vede la difficoltà del QB a gestire la palla bagnata: il lancio è totalmente impreciso e sfila fuori. Dopo questa giocata vedremo Dak prendere contro misure a mettersi dei guanti alla ricerca di un grip decente sulla palla. Si va al Field goal che questa volta va a segno: 3-10. Brady colpisce Meyers che scivola via tra i placcaggi portando i suoi con una sola giocata nel nostro territorio. Poco dopo è la volta di Edelman che riceve la palla e trascina i Patriots sulle nostre 25. Fortunatamente i tre passaggi successivi di Brady sono tutti fuori misura e gli avversari sono costretti a calciare. Il Field goal non va a buon fine si resta sul 3-10. Dopo un paio di corse, Dak più a suo agio con i guanti riesce a colpire con un gran passaggio teso Gallup sulle 30 avversarie. Purtroppo la difesa di New England ci ferma subito dopo e si va al field goal: 6-10. I Patriots vengono fermati a fatica dalla nostra difesa e sullo scadere dell’half time tentano un field goal dalle 48 yards , che però non vede i pali. Si va negli spogliatoi restando sul 6-10.

HALF TIME

Il primo drive della ripartenza dei Patriots si conclude con un Punt. Anche il nostro non è da meno e calciamo. Poco dopo a tirare fuori dall’impasse Brady ci pensa Edelman: il fortissimo WR riceve una palla tesa facendo conquistare un 3°e 20 difficile a New England. La nostra difesa reagisce e poco dopo a stoppare il drive avversario ci pensa Collins, che con una grande penetrazione arriva al sack sul QB avversario, Punt. Continuiamo a non trovare soluzioni con chiamate inefficaci e confuse e presto anche noi sfociamo nuovamente nel Punt. I Patriots cercano subito di farci molto male: Brady pesca sul profondo Meyers che riceve e sembra aver strada libera per il TD, ma arriva quel gran picchiatore di Heat, che quando è in partita è determinante, colpisce il ricevitore e gli fa perdere la presa trasformando un facile TD in un incompleto. L’azione di Heat ci tiene in partita, infatti i Patriots vanno al Punt. Comunque non riusciamo a costruire, la sensazione è che il gameplan sia sempre più confuso e improvvisato, così torniamo al Punt ben presto. Qui riusciamo a far una figura ancora peggiore: due penalità assurde ci fanno perdere 20 yards. Prima un delay of game, poi un illegal motion ci portano indietro, costringendoci a un calcio che farà comunque ripartire i Patriots da un’ottima posizione: le loro 40 yards. Riescono ad avanzare anche se a fatica e si ritrovano sulle nostre 30. La nostra difesa alza la testa: prima Lawrence ferma una corsa sul nascere, poi Byron Jones riesce in una grande copertura su Harris, infine Bennet blocca lo screen avversario immediatamente, risultato Field Goal 6-13.

Un’altra volta lo special team ci mette in difficolta, Olawale e Pollard si capiscono male e nessuno dei due ricopre il calcio, la palla rimbalza verso la nostra endzone e Pollard riesce ad acchiapparla solo sulle 11, pessima posizione dalla quale ripartire. Un gran passaggio di Dak e una grande ricezione di Cobb che beffa tutta la difesa avversaria, fanno in modo che il ricevitore riesca a correre intoccato fino alle 30 avversarie, a quel punto arriva il CB avversario che riesce con un colpo a far sfuggire di mano la palla a Randall, ma il WR riesce miracolosamente a ricoprire il suo stesso fumble e cade sulle 35 avversarie. Indubbiamente la migliore giocata della serata da parte della nostra offence. Uno screen su Elliott ci porta sulle 14. Abbiamo un bisogno disperato di un TD per pareggiare, anche perchè gli avversari sono dei maestri nella gestione del tempo. Invece di provare a giocarci un 4°e 7 dalle 12 avversarie Garrett decide di calciare. 9-13.

Mancano 6:03 alla fine della partita. Poco dopo Edelman viene colpito nel nostro territorio da Brady, portando i Patriots sulle nostre 41 con ancora 4 minuti da giocare. Riusciamo a recuperare palla costringendoli al Punt quando il cronometro segna 2:38. Ripartiamo dalle nostre 8. Dak riesce a passare prima di essere atterrato a Cobb e siamo sulle 26, Witten non riesce ad agganciare facendosi scivolare la palla dalle mani in quella che in genere sarebbe stata una facile ricezione. Gallup riceve e ci giochiamo un 3°e 1 sulle nostre 30. Dak vede Zeke e lo colpisce per la conquista del down, ma volano le bandierine: un’altra chiamata di tripping inesistente in questo caso contro Frederick, 10 yards di penalità. 3°e 11 Dak è costretto a gettare la palla per evitare il sack dovuto all’eccessiva pressione. 4°e 11 Dak colpisce Cooper in un primo momento sembra una spettacolare ricezione, ma in realtà il ricevitore non ha avuto pieno controllo fino a toccare il terreno: incompleto. Il resto è solo gestione del tempo per i Patriots che mettono fine a questa partita concedendoci un ultimo passaggio con 1 secondo sul tabellone. New England ha dovuto far davvero poco per assicurarsi la vittoria, ma è quel poco che noi non siamo riusciti a fare.

Siamo stati traditi. Siamo stati traditi da Moore e dal suo game plan sbagliato. Siamo stati traditi dai nostri uomini chiave che sono completamente scomparsi: Cooper e Witten. Siamo stati traditi dallo special team che ha fatto errori sanguinari. Siamo stati traditi dagli arbitri con due chiamate tanto sbagliate quanto determinanti. Ma se il game plan di un giovane OC è sbagliato non dovrebbe essere corretto dal capo allenatore ? Se Cooper e Witten scompaiono in una partita come questa non è il capo allenatore a dover trovare i corretti aggiustamenti ? Se gli arbitri fanno chiamate deliranti non è il capo allenatore a dover farsi sentire ?

Siamo stati traditi dal nostro proprietario che pur riconoscendo da dove viene il problema non si capisce perché non intervenga e licenzi Garrett. Siamo stati traditi da Garrett e dalle sue decisioni demenziali e conservative.

Siamo stati traditi dalla pioggia, ma non può piover per sempre. Speriamo che sia così anche per il nostro capo allenatore, potrà continuare ad essere lui l’HC ? Non può essere Garrett per sempre.

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