Cowboys 9 – Eagles 17 – You see, football is a meritocracy…

You see football is a meritocracy. You aren’t handed anything. You earn everything every single day, every single day, over and over again. You have to prove it. That’s the way the NFL works, that’s the way that football works.”

Tony Romo

Imbarazzanti.

Non c’è altro modo di definire i Cowboys di ieri sera. Alla partita più importante, quella che doveva assicurarci i playoff, sono arrivati completamente impreparati, con un gameplan improvvisato e dilettantesco, immotivati e arrendevoli. Dak Prescott non ha di certo giocato la sua migliore partita, ma il ragazzo è sceso in campo con una spalla mal messa e una falange fratturata, non ci si poteva aspettare di certo precisione nei lanci da un QB infortunato in questa maniera (o forse sì). L’uomo chiave doveva essere Zeke, invece dopo un inizio difficile in cui la difesa avversaria è riuscita a limitarlo, appena ha iniziato a trovare i giusti spazi si è deciso di rispostare tutta la responsabilità di nuovo su Dak. Pollard ? Dimenticato, finché costretti lo si è mandato in campi e ha commesso il peggior errore della serata. Mentre Gallup e Cobb hanno fatto di tutto per aiutare Dak, Cooper non è mai entrata in partita droppando palle che avrebbe preso bendato fino a poco tempo fa.

Già si sentono “i tifosi della domenica” parlare di un cambio di QB, con le solite menate su chi è elite o meno: Dak è una benedizione, chi non guarda i numeri e i risultati, parla di simpatia e impressioni personali, ma il football è meritocrazia, è un’altra cosa. Ora ci si scaglia anche contro Moore come OC, ma Moore ha portato questa offense ad essere la più produttiva della lega fino alla partita di ieri in termini di yard e punteggio. Chiaro, è inesperto ed è al primo anno e qui si arriva al vero punto focale: il problema sta a monte, in chi dovrebbe gestire le individualità, motivarle, incanalarle verso il successo. In una squadra piena di talenti e personalità a mancare è una guida che si possa chiamare tale. Sempre se si guarda a numeri e risultati Jason Garrett è la mediocrità nella sua accezione più letterale e questi giocatori, questa squadra e chi la supporta merita di meglio.

Se “il buongiorno si vede dal mattino” ieri, come sarebbero andate le cose, si è capito subito. Nei primi due drive avversari gli Eagles hanno fatto scempio di Awuzie, prendendolo di mira costantemente e sono andati a punteggio in entrambi. Nel primo con un calcio da tre punti dalle 36 yards, nel secondo con un TD raccolto di endzone da Goedert che li ha portati subito 0-10. Noi intanto ci barcamenavamo in attacco tra drop tragicomici e corse inefficaci. Nel secondo quarto nonostante le difficoltà, un bagliore di ripresa sembra apparire all’orizzonte quando Dak lancia una bomba da 41 yards su Gallup che, aggiustandosi come solo lui sa fare su una palla leggermente corta, mette a segno una fantastica ricezione. Ma subito i problemi in attacco tornano a farsi sentire, palle droppate, passaggi imprecisi e corse poco efficaci, ci costringono a far calciare il nuovo kicker. Forbath va a segno mettendo i primi 3 punti a tabellone per la squadra: 3-10. Intanto nella nostra difesa viene mandato in panchina Awuzie in favore di Lewis. Gli Eagles provano ad allargare il vantaggio avanzando con più difficoltà rispetto al primo quarto, infatti il loro drive sfocia in un tentativo di calcio che però fortunatamente non centra i pali. La nostra offense torna in campo ripartendo dalle nostre 43 yards, ma i secondi sono solo 29, Dak e la offense lavorano bene e riescono ad avvicinarsi il più possibile alla endzone avversaria. Con pochi secondi viene nuovamente chiamato a calciare Forbath, il calcio va a segno 6-10. Nonostante la scarsissima prestazione dei nostri e il totale dominio in termini di yards e minuti da parte degli avversari andiamo all’halftime con solo 4 punti di svantaggio. Se ci fosse una reazione da parte dei nostri e un cambio di strategia da parte del coaching staff la partita si potrebbe vincere, ma la sensazione è che i giocatori siano tutt’altro che motivati nonostante la posta in gioco.

Al ritorno dagli spogliatoi la palla è nostra. La nostra offense riesce finalmente a costruire un buon drive, equilibrato ed efficace che ci porta sulle 34 yards avversarie. La palla viene affidata a Zeke che sul 1°e 10 conquista 8 yards, ma nel venire placcato prende una botta in testa e chiede il cambio. Entra Pollard, completamente dimenticato fino a quel momento. Il giovane RB viene fermato subito nella prima corsa guadagnando una sola yard. 3°e 1 la palla viene nuovamente affidata a Pollard che però nel venire placcato perde il controllo della palla, il fumble viene recuperato dagli avversari. Il drive che avrebbe potuto portarci in vantaggio viene annullato. Gli Eagles non riescono a costruire e sono costretti al punt, regalandoci un ulteriore possibilità. Ma niente da fare, la nostra offense ormai sembra traumatizzata e catatonica, errori e inconcludenza portano nuovamente i nostri al Punt. A questo punto gli Eagles ne approfittano e mettono su il loro miglior drive della serata, complice la nostra Defense che concede ogni cosa a Wentz, specie se sono screens o passaggi corti sui TE, che infatti mette a segno ogni passaggio nel drive. A chiudere il drive è Sanders che di corsa entra in endzone. 6-17.

I nostri continuano nella loro inconcludenza ed è nuovamente Punt. Fortunatamente il kicker avversario non è assolutamente in serata e poco dopo sbaglia il secondo field goal della partita, tenendoci potenzialmente ancora in gioco. I nostri riescono ad avanzare, ma quando dovremo tentare il tutto per tutto su un quarto tentativo, Garrett decide di andare sul sicuro, nonostante ci serva un TD disperatamente chiama a calciare Forbath, facendoci così recuperare solo altri 3 punti. 9-17. Il brutto momento degli Eagles continua tenendo viva la speranza di poter recuperare. La spalla dolorante di Dak continua a dare problemi al QB, che infatti lancia completamente fuori misura su Austin fuggito nel profondo sul lato sinistro. Ci si mettono anche i ricevitori con errori sanguinosi: come quando Gallup droppa un’altra palla che ci avrebbe fatto guadagnare molto terreno. Nonostante tutto grazie a Cobb, e tre sue ricezioni, riusciamo comunque ad avanzare. Allo scattare del two minute warning ci troviamo sulle loro 25 yards.  Un TD e un tentativo di conversione da 2 ci potrebbero portare a pareggiare i conti, ma allo snap la linea collassa, complice anche l’uscita di scena di Su’a-Filo per infortunio, Dak subisce il sack. 4°e 8, invece di guadagnare prudentemente le yard necessarie a chiudere il down con un passaggio corto, viene chiamato un passaggio profondo sul lato sinistro verso Gallup, il WR si aggiusta bene, ma Mills difende meglio e la palla non va a segno. Gli Eagles vincono.

La cosa più assurda è che nel caos di una squadra allo sbando senza guida, nonostante tutto, la possibilità si arrivare ai playoff rimane reale. Infatti se la prossima settimana dovessimo vincere contro i Redskins e gli Eagles dovessero perdere contro i Giants, saremmo noi ad andare ai playoff. Può una squadra che si affida al solo talento dei suoi uomini e li manda in battaglia senza alcuna strategia, senza guida, senza fiducia, accedere ai playoff ? Potrebbe, ma anche se fosse non si andrebbe lontano. I Cowboys hanno bisogno di chiudere l’era Garrett, così come (mi si stringe il cuore a dirlo) hanno dovuto chiudere l’era Romo che ha visto la sua carriera sprecata a causa sempre di Garrett, come hanno bisogno di passare oltre anche il grandissimo Witten, altro gigantesco giocatore che ha visto la sua carriera non coronata come avrebbe meritato, sempre a causa di Garrett. La transizione iniziata quando Dak e Zeke hanno preso la guida di questa squadra deve portarsi a conclusione per poter dare i suoi frutti e non può che maturare con un’unica conclusione: licenziare Garrett e dare a questa squadra la guida che si merita.

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