Cowboys 47 – Redskins 16 Appunti di fine stagione dopo l’ennesima delusione

Abbiamo visto di tutto in questa stagione 2019 dei Dallas Cowboys, una squadra che nelle ultime 17 settimane ha messo insieme statistiche che in certi casi hanno contribuito a riscrivere la storia di questa Franchigia. Ma nonostante tutto questo 2019 assomiglia preoccupatemene a tanti altri anni passati prima di questo. Dire che ormai siamo assuefatti alla mediocrità è un eufemismo, un 8-8 che ci lascia con la sensazione di sempre, quel gusto amaro che rimane quando si sa di aver fallito l’ennesima occasione.

Sembra che la storia si ripeta d sempre, ci sono lettori di questo blog che non hanno mai visto questa squadra vincere, se non in sbiaditi riflessi filmati. Certo qualche partita di playoff, ma è dal 1996 che i Cowboys non mettono insieme due stagioni consecutive con almeno 10 vittorie. Ma dico 10 tanto per fare un numero, perché comunque si potrebbe dire che due stagioni consecutive ai playoff è accaduto solo due volte nel medesimo periodo 1998-99 e 2006-07. Oh i bei tempi di Chan Gailey…chi lo avrebbe mai detto che saremmo stati qui a rimpiangere quei bei tempi…

Dopo le celebrazioni per la stagione N°100 della NFL nel 2020 avremo il trentennale dell’ultimo Super Bowl vinto dai Cowboys, l’ultima volta in cui questa Franchigia è stata la migliore della NFL. Da allora, ha rievuto certo la stessa attenzione come se ancora lo fosse, si è promossa come se lo fosse, ma in sostanza è da allora che non lo è. Anno dopo anno ci siamo illusi e ci siamo fatti illudere che fosse il momento buono per rinverdire quei fasti, e proprio quando sembrava che l’organizzazione intera fosse pronta a tornare a contare davvero quando si trattava di distribuire anelli, ecco che ci siamo sempre ritrovati a barcamenarci ella mediocrità. E questo 2019 appena terminato per noi, non fa eccezione.

Le premesse c’erano tutte, un 2018 finito in crescendo, nuovo talento è stato immesso durante l’estate grazie a valenti veterani che sono andati a coprire necessità e a dare profondità ad una squadra che non sembrava avere particolari punti deboli, grazie anche al talento cresciuto fra le mura domestiche che aveva appena vinto 11 partite, compresa una rara vittoria ai playoff. Sembrava l’anno in cui la NFC East vedeva lo stesso campione per due anni consecutivi. Naturalmente non vi spoilero nulla se vi dico che anche per quest’anno sarà per l’anno prossimo, esattamente come accaduto nel 2010, nel 2015, nel 2017 e tante altre volte prima nei 245 anni in cui la famiglia Jones ha riempito le nostre orecchie di retorico ottimismo.

Nonostante mentre scrivo non sia ancora accaduto nulla, stavolta Jason Garrett non la sfangherà. Lo abbiamo detto talmente tante volte prima, ed è ormai chiaro quanto prima doveva succedere, che non sembra nemmeno più una notizia. Quasi un decennio alla guida della squadra più ambita e reclamizzata senza vincere nulla, mancando i playoff 6 volte eppure Jerry Jones pensava di aver trovato il suo Tom Landry se, un fallimento dopo l’altro, non ha mai creduto opportuno cacciarlo prima. E invece aveva trovato un Wade Phillips con qualche skill in più sul podio delle conferenze stampa, uno incapace di gestire il lavoro di un HC, uno che, pur avendo per le mani il potenziale, non è mai stato in grado di tirarne fuori il meglio, uno che non è mai stato in grado di tenere dritta la barra e responsabilizzare i giocatori.

Qualcun’altro arriverà al suo posto, ma più che chiedersi chi, la domanda vera da farsi dovrebbe essere: come ? Non voglio farla lunga, perché la questione è molto più semplice, e mi limito a dire un Parcells o uno qualsiasi di quelli che sono arrivati dopo che, pur di guidare la squadra più glamour della NFL, hanno accettato l’ingombrante presenza di una intera Famiglia seduta allo stesso tavolo, alle stesse riunioni, con lo stesso diritto di parola e con addirittura la possibilità di imporre il proprio volere sulla scelta dei giocatori, sul modo di giocare ecc… ???

La lista dei nomi disponibili è lunga, ma tra questi pochissimi sarebbero adatti a fare le cose come vanno fatte invece che limitarsi a convivere nella biosfera Jones, e vorrei avere degli ottimi nomi da sottoporvi, ma visto come andò con Parcells che mandò tutti a quel paese perché il Proprietario gli voleva imporre Terrell Owens, e dato che non mi pare di aver vito radicali modifiche del comportamento di JJ, faccio fatica a dirne anche solo uno. Se c’è una cosa su cui mi sono rassegnato è pensare che JJ possa cambiare idea, possa in qualche modo mettersi da parte per provare a tornare a vincere. La squadra è sua e ci fa quel che vuole, e non è un modo di dire, basta leggere le sue inequivocabili parole quando si autovaluta nella sua posizione di GM: “Parto sempre da questo punto. Quando sei il capo di te stesso, devi sempre valutare a cambiare le cose che fai. Non ti devi licenziare. Questo è impossibile. Devi vedere quello che puoi fare meglio, e cercare di farlo meglio che puoi”. Convinti ?

Ora quello che conta è che in breve tempo, e ripeto in breve tempo, perché i candidati davvero capaci non sono tanti e molte squadre li cercano, bisogna trovare il sostituto di Garrett. DI sicuro avranno la loro lista, e sarà lunga, ma tra vincere togliendosi buona parte dei meriti o continuare a mantenere il totale controllo e sperare nel colpo di culo, beh abbiamo 24 anni in cui è provato che i Jones preferiscono la seconda. Ora, la questione HC è solo uno dei problemi da gestire questa offseason. C’è un QB da firmare a lungo termine e con un costoso contratto, e ci sono decisioni importanti da prendere sul futuro di altri giocatori, tra i quali Amari Cooper, Byron Jones e tanti altri, ci saranno una ventina di UFA a roster. L’occasione di caricare il roster di talento approfittando di un QB con un contratto da rookie è finita, e l’abbiamo sprecata. Infine ci sono vecchie glorie da fare accomodare sul Ring of Honor, ma fuori dal rettangolo di gioco (leggi Witten e Lee).

A Luglio ci saranno stati un bel po’ di cambiamenti. Un nuovo Coach e magari un intero nuovo staff, come al solito un buon 30% del roster sarà diverso, e le magliette che JJ venderà nei baracchini avranno un nuovo motto inventato da qualche arguto esperto di marketing. La giostra insomma continua a girare e il 201 sarà una pagina di storia che nessuno vorrà rileggere. La mediocrità è ormai di casa a Dallas da tanto, troppo tempo, e tenere un HC che non è mai nemmeno andato vicino a vincere qualcosa per 9 anni, mi fa pensare che qualcuno ci abbia anche fatto l’abitudine. Naturalmente non abbiamo prova contraria nel caso si fossero decisi a spesare Garrett dopo chessò, 4 anni…

I 47 punti di Domenica contro una squadra derelitta non importano assolutamente a nessuno, o forse sono una metafora dell’era Garrett, forti coi deboli, deboli con i forti. Ora possiamo solo accomodarci e vedere se i Jones, esattamente come noi, ne hanno le palle piene di tutta questa mediocrità. Restate in ascolto.

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One Comments

  1. Reply Post By MxT

    Mi trovo perfettamente d’accordo: sulla carta abbiamo avuto quest’anno il personale più strombazzato e pubblicizzato (e magari anche sopravvalutato?) della lega, e ne siamo usciti con 8 vittorie, di cui 4 contro Redskins e Giants ( che sembrano fatti apposta per essere asfaltati), una contro i più che derelitti Dolphins, una contro i Lions, che i PO li hanno salutati prima del Thanksgiving, e una contro gli Eagles, che perlomeno possono accampare motivazioni di infortuni per giustificare un record appena migliore del nostro.
    A questo punto spero davvero che i nostri siano allenati male, alternativamente ci siamo comprati un roster realmente costoso per risultare mediocre in questo modo.
    Quelli forti davvero, anche quest’anno, sono sempre sembrati due piste avanti, sia in difesa che in attacco: come si diceva da bambini, facciamo che era colpa di Garrett; altrimenti saremmo davvero nei guai

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