Bob Lilly: il leggendario "Mr. Cowboy"

“Un uomo come lui, lo si incontra una volta nella vita. E’ più che semplicemente un grande, nessuno è meglio di Bob Lilly” – Tom Landry

Bob Lilly è nato a Throckmorton, Texas, insieme a tutta la sua famiglia si spostò in Oregon a Pendleton, dove disputò l’ultimo anno di High School. I suoi successi sportivi quell’anno lo portarono ad essere titolare nella squadra dello stato sia per il football che per il basketball. Quindi ritornò in Texas, dopo aver ottenuto una borsa di studio grazie al football dalla Texas Christian University di Fort Worth.

Durante il suo periodo alla Texas Christian fu nominato due volte All-South West Conference, nonché All-America. Tutto ciò contribuì a fare di lui la prima scelta assoluta nella storia dei Dallas Cowboys nel 1961.

Con i Cowboys passò tutta la sua carriera di giocatore (14 campionati) e, grazie alle sue sorprendenti doti di difensore, venne soprannominato “Mr. Cowboy”. Bob fu un ottimo Defensive End durante i suoi primi campionati, ma al terzo anno fu spostato nel ruolo di Defensive Tackle, ruolo dove ottenne  sensazionali risultati. Come Tackle, Lilly fu nominato nella prima squadra All-NFL per ogni anno dal 1964 al 1969, quindi nel 1971 e nel 1972. Gli unici anni in cui non gli fu attribuito tale onore furono il 1970 (quando però fu selezionato nel team NFL di riserva), e negli ultimi due anni di carriera.

Ugualmente efficace sia da pass rusher che da rushing defender, Lilly, nonostante venisse  quasi sempre contrastato da due avversari e spesso da tre, raramente fu tenuto lontano dal centro dell’azione. Veloce, agile e coordinato, riuscì anche a segnare quattro touchdown nella sua carriera. Uno lo realizzò nel 1964, dopo un intercetto ritornato per 17 yard, mentre gli altri tre su fumble recuperati. Inoltre fece registrare al suo attivo ulteriori 18 fumbles recuperati, con un guadagno complessivo di 109 yard.

Dotato di una fibra eccezionale, giocò 196 partite di Regular Season consecutive. L’unica partita in cui fu relegato in panchina fu il Campionship Game del 1973 contro Minnesota a causa di un infortunio alla gamba. Furono comunque le partite di Post Season quelle che esaltarono il talento del nostro texano. In un periodo di otto anni disputò sette partite per il titolo NFL/NFC, due Super Bowl V e VI, e fu selezionato 11 volte per il Pro Bowl. Il suo compagno di squadra Dan Reeves dichiarò “Gli avversari triplicavano Bob, e comunque non riuscivano a fermarlo”.

Lilly fa parte della Pro Football Hall of Fame di Canton dal 1980, suo primo anno di eleggibilità, ed è stato il primo giocatore dei Cowboys a ricevere l’onore di farne parte, dopo avere passato la sua intera carriera professionistica a Dallas. Da Sporting News è stato nominato come componente della NFL Team del secolo e “il più grande defensive tackle nella storia della NFL”. Tom Landry parlando di Lilly disse: “Un altro Lilly sarà difficile da trovare per lungo tempo, e sicuramente non durante la mia carriera. Stiamo osservando un uomo che diventerà una Leggenda”. Questo commento fu fatto per l’annuario NFL Street and Smith’s del 1972. Lilly è anche membro dei Team del decennio degli anni 60 e degli anni 70.

Dopo il suo ritiro dal football professionistico, Bob andò a vivere prima a Waco, Texas, e si diede agli affari fino al 1982. Successivamente, dopo avere venduto tutto, iniziò la carriera di fotografo di paesaggi. Nel 1983 fu co-autore insieme al giornalista sportivo Sam Blair di un libro intitolato “Reflections”. Si trasferì a Las Cruces, New Mexico, dal 1984 al 1989 dove aprì una galleria di foto artistiche. Nel 1989 tornò nel Texas, stabilendosi a Graham, a due ore a ovest di Dallas.

Nel 1999, Lilly fu classificato al numero 10 sulla lista di “The Sporting News” dei 100 Più Grandi Football Players, primo fra i defensive lineman e primo fra i Cowboys. Gli unici due giocatori di difesa a classificarsi davanti a lui furono Dick Butkus e Lawrence Taylor.

E’ stato l’unico giocatore a vestire la maglia numero 74. Unico numero ritirato (in maniera non ufficiale) dalla squadra.

IPSE DIXIT

“Probabilmente era scritto tutto nel mio patrimonio genetico. Mio padre poteva alzare il motore di una macchina e mio Zio era campione di boxe durante la Seconda Guerra Mondiale. Mio padre era un fattore. A 11 anni mi affidò la cura del fieno. Guidavo il trattore, raccoglievo, imballavo e trasportavo il fieno. Per scaricarlo dal trattore, infilavamo delle rocce sotto le ruote, e quindi due o tre volte al giorno dovevo sollevarlo dal davanti per infilarci sotto i sassi. 350/400 Kg. un peso che non ho più sollevato fino al 1967, al mio settimo anno con i Cowboys”

“Per lungo tempo non ho apprezzato che mi si chiamasse Mr. Cowboy. Credo che sia stato Roger Staubach ad affibbiarmelo. Ho sempre creduto che ci fossero molti altri ragazzi che se lo meritassero più di me. Ormai ci ho fatto il callo, tanto è il tempo che ho passato a sentirmi chiamare così anche se, potete scommetterci, non ho nessuna targa a casa con la scritta Mr. Cowboy”

“Al termine del Super Bowl V perso contro Baltimore 16 – 13 scagliai il mio casco a 50 metri. Mentre uscivo dal campo, uno dei giocatori di Baltimore, un ragazzo giovane, mi riconsegnò il casco dicendomi “Prego Mr. Lilly”. Lo ringraziai; non mi ero mai sentito così piccolo in vita mia”

 

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2 Comments

  1. Reply Post By giampi

    Bellissimo articolo, davvero gente d’altri tempi …. Che però ci servirebbe come il pane, ahimè !!!!

  2. Reply Post By Blu

    Bellissimo

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