America’s Team History – Introduzione

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I Dallas Cowboys sono entrati a far parte della NFL nel 1960 affermandosi già dal 1966 come una delle squadre dominanti della lega. Per iniziare questa avventura si affidarono al giovane promettente Tom Landry (defensive coordinator dei New York Giants) il quale avrebbe guidato il Team ad un record ineguagliato di 20 stagioni vincenti consecutive. Questo percorso raggiunse il suo culmine con le vittorie nei Super Bowl VI e XII. In seguito la posizione di prestigio si rafforzò con le affermazioni raggiunte negli anni 90, ulteriori tre vittorie in altrettanti Super Bowl (XXVII, XXVIII e XXX).

Clint Murchison Jr. era il proprietario di maggioranza della nuova squadra e il suo primo ordine del giorno fu quello di assumere Tex Schramm come general manager, Tom Landry come capo allenatore e Gil Brandt come giocatore direttore del personale.

Questo trio era destinato ad un successo quasi senza precedenti nel mondo del football professionistico. Ma il cammino per la gloria non fu semplice. Il primo anno i Cowboys disputarono le partite casalinghe nel leggendario Cotton Bowl e dovettero accontentarsi di un record di dodici sconfitte ed un solo pareggio. Tale trend proseguì fino alla stagione del 1965. Ma nel  1966, i Cowboys iniziarono una striscia record NFL di 20 stagioni vincenti consecutive. In tale periodo raggiunsero i playoff ben 18 volte, si aggiudicarono 13 titoli divisionali, conquistarono per cinque volte l’accesso al Super Bowl ottenendo la vittorie nei Super Bowl VI (1972) e XII (1978).

Dallas vinse i suoi primi due titoli divisionali nel 1966 e nel 1967, ma entrambe le volte furono sconfitti al NFL  Championship (quello che dal 1970 prenderà il nome di NFC Championship)  dai Green Bay Packers di Vince Lombardi. Ulteriori sconfitte ai playoff arrivarono nelle stagioni successive, ma quella più cocente si concretizzò negli ultimi secondi del loro primo Super Bowl disputato nel 1970 contro Baltimore (16-13). Così ai Cowboys venne attribuita l’etichetta di “una buona squadra che non sapeva vincere le partite importanti.”

Ma l’anno successivo tutti i dubbi vennero dissipati. Infatti il 1971 fu quello della prima vittoria in un Super Bowl (vittoria 24-3 sui Miami Dolphins). Successivamente i Cowboys raggiunsero la finale in altre tre occasioni fra il 1975 e il 1978. Furono sconfitti due volte dai Pittsburgh Steelers in partite tiratissime e spettacolari (Super Bowl X e XIII), ma si aggiudicarono il Super Bowl del 1978 (XII) sconfiggendo i Denver Broncos 27-10.  Fu il primo Super Bowl ad  essere disputato in uno stadio coperto. I Cowboys vinsero dominando con la difesa che costrinse gli avversari a 8 turnover e concedendo solo 8 passaggi completati per sole 61 yard. Inoltre, per la prima e unica volta furono nominati due Super Bowl MVP e manco a farlo apposta furono due giocatori difensivi: il defensive tackle Randy White (nel giorno del suo 25º compleanno) e il defensive end Harvey Martin. Questo a coronamento di quella che fu una delle difese più dominanti della storia di questo sport, la “Doomsday Defense”.

Durante i grandi anni 70, i Cowboys poterono schierare  futuri membri della Hall of Fame del calibro di Roger Staubach (QB),  Rayfield Wright (OT), Bob Lilly (DT) e Randy White (DT), Mel Renfro (DB) e Tony Dorsett (RB).

Nel 1967, Murchison annunciò che i Cowboys avrebbero costruito il proprio stadio nella periferia di Irving, Texas. Una nuova era per il football professionistico a Dallas prese il via quando fu aperto al pubblico il nuovissimo Texas Stadium. Questo stadio rappresentò l’inizio di una nuova era per le strutture della specie. Fu uno dei primi ad essere attrezzato con dei “luxury boxes”. Inoltre, la caratteristica di stadio coperto col buco sul tetto grande quanto la superficie del campo di gioco diede luogo alla famosa frase pronunciata (e molto parafrasata) dal linebacker D.D. Lewis: “Il Texas Stadium ha un buco nel tetto in modo che Dio possa guardare giocare la sua squadra preferita”. In effetti il progetto prevedeva un tetto retraibile ma ci si accorse che la struttura non avrebbe potuto sostenere il peso.

Tra gli anni 70 e 80, i Cowboys si guadagnarono l’appellativo di “America’s Team”. Questo perché questa organizzazione fu sempre un passo avanti rispetto agli altri club quando si trattava di valorizzare l’immagine. Nacque il Dallas Cowboys Newsweekly con una tiratura di 100.000 copie, decollò la  vendita di souvenir e di abbigliamento e, soprattutto si affermarono le famose Dallas Cowboys Cheerleaders.

Nel 1986, i Cowboys iniziarono la loro parabola discendente dopo 20 anni di successi.  Ma fu dopo il campionato del 1988 (solo tre vittorie e 13 sconfitte) che arrivò la svolta che avrebbe portato a scrivere nuove pagine leggendarie. Il proprietario  “Bum” Bright, che aveva acquistato i Cowboys da Murchison nel 1984, vendette la squadra a Jerry Jones nel 1989. Il miliardario Texano come prima operazione nominò l’ex Head Coach della University of Miami Jimmy Johnson come sostituto di Landry, che  chiuse la sua carriera con 270 vittorie, terzo maggior record di qualsiasi allenatore nella storia.

Al primo anno la squadra guidata da Johnson collezionò solo una vittoria in 16 partite, ma alcuni scambi audaci e indovinate scelte durante la draft annuale – incluso il quarterback Troy Aikman – permisero ai Cowboys di tornare rapidamente in vetta.  Così, nel 1993, alla quarta stagione di Jimmy Johnson come allenatore, i Cowboys tornarono al successo in un Super Bowl (XXVII). Jimmy Johnson fu il primo allenatore a conquistare il titolo NCAA ed NFL. L’anno seguente ci fu la replica (Super Bowl XXVIII). Nel marzo 1994, Johnson decise di ritirarsi e il ruolo di allenatore fu affidato a  Barry Switzer che proseguì nel proficuo lavoro intrapreso dal suo predecessore. Così, nel gennaio del 1995, arrivò la quinta vittoria in un Super Bowl (XXX). Questa vittoria per 27-17 sugli acerrimi rivali di Pittsburgh contribuì a designare i Cowboys come “Team degli anni Novanta”.

Nel 1998, Chan Gailey sostituì Switzer come capo allenatore seguito due anni dopo da Dave Campo. Dal 2003 al 2006 fu la volta di Bill Parcell e poi Wade Phillips dal 2007 (con Phillips arrivò la prima – e finora unica – vittoria in una partita di playoff dal dicembre del 1996). Jason Garrett è a tutt’oggi capo allenatore, dopo essere stato nominato head coach ad interim a metà della stagione 2010.

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One Comments

  1. Reply Post By max77

    Se nn ricordo Male la stagione da una vittoria fu ottenuta contro Washington vincitrice poi del super bowl

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