After Further Review – Offense Edition – Torna l’equilibrio ed un Playbook completo

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Da quella Week 6 del 2006 quando, con una mossa decisamente coraggiosa ed inaspettata, Bill Parcells decise di sostituire Drew Bledsoe con Tony Romo all’intervallo, i Dallas Cowboys hanno un record di 78-48 con Romo in campo (e fanno 30 partite sopra il 50%) e 6-16 senza. Per farla breve è evidente a tutti che i Cowboys con Romo in campo sono una squadra molto diversa da quella senza Tony, tanto diversa che, in maniera del tutto inaspettata, i bookmakers hanno aperto le scommesse sulla partita di Giovedì contro una squadra con un record di 10-0, con i Cowboys favoriti…miscredenti, pessimisti e scettici, andate tutti a scommettere il vostro gruzzoletto su Carolina !

Che cosa fa la differenza davvero ? In effetti quello visto in campo Domenica è un attacco che ha messo a segno 17 punti, non certo un numero da far girare la testa. La differenza è che da due mesi a questa parte, l’attacco dei Cowboys è parso per la prima volta completo, in grado di mettere in campo tutti i propri schemi, e soprattutto di poterli variare ed adattare a seconda degli schieramenti difensivi. A ciò va aggiunta tutta l’improvvisazione che solo giocatori come Romo, e come tra gli altri Brett Favre prima di lui, sono capaci, con i loro lanci mancini, le giravolte, il coraggio e tutto quello che ne consegue. Certo tutto ciò può avere un prezzo in termini di palle perse, ma vedo le due di domenica più legate ad un “decision making” arrugginito, che a sana incoscienza.

I numeri parlano di una squadra che torna ad essere bilanciata con 37 corse e 30 passaggi, che converte il 50% dei terzi down (7 su 14) e questo grazie al fatto che le situazioni di terzo down sono state decisamente più gestibili, con difese che non riempiono metodicamente il box nei primi due down. Torna ad essere un punto di forza il Personale 12 che sulle corse ha portato a un guadagno di 7.7 yds a portata, grazie anche al felice inserimento di Turbin e al suo stile “run and pound” che tende ad approfittare delle difese stanche verso fine partita. I Dolphins hanno blizzato in 11 occasioni su 31, e credo che questa tattica aggressiva sarà quella che ci dovremo aspettare anche da tutti i prossimi avversari. Proprio per questo motivo, avremo bisogno di prestazioni migliori da parte di Tyron Smith e Zac Martin, prestazioni che li hanno legittimati come Pro Bowl players.

Se i Cowboys riusciranno a mantenere lo stesso equilibrio e le conversioni di terzo down rimarranno elevate, se la potranno giocare contro tutte le prossime avversarie. Ma è inutile fare proclami inutili ed è meglio affrontare una sfida alla volta a cominciare da quella di Giovedì che ci mette di fronte ad una Difesa, quella di Carolina, formidabile sotto tutti gli aspetti. E’ una difesa predicata principalmente sulla fisicità e sulla rapidità dei suoi LB’s, riuscire ad imporre un efficace gioco di corsa, ci metterebbe di nuovo sul treno per la gloria.

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